28 settembre 1944 – Le quattro giornale di Napoli

Dal 27 al 30 settembre 1943 avvenne un’insurrezione popolare a Napoli contro l’occupazione nazista. Quando gli alleati arrivarono in città, il 1° ottobre, trovarono la città già liberata.

Dal ’40 al ’43, la città di Napoli fu vittima di reiterati bombardamenti da parte degli Alleati che causarono innumerevoli perdite di vite umane. Lo sbando delle truppe italiane rese la situazione  insopportabile e gli abitanti di Napoli decisero di organizzarsi per sottrarsi alle angherie tedesche. Dopo la fucilazione di diversi rappresentati dello Stato Italiano, tra cui 13 carabinieri colpevoli di non essersi arresi all’occupazione nazista, i tedeschi chiamarono al servizio di lavoro obbligatorio i maschi compresi tra i 18 e 30 anni di età. Tuttavia, dei circa 30.000 uomini previsti, se ne presentarono solo 150. Era il chiaro segnale che la popolazione iniziava a non seguire più gli ordini del comando nazista. Messi davanti alla scelta della deportazione o dell’insurrezione, i napoletani scelsero la seconda. Partì così la rivolta che va sotto il nome delle Quattro giornate di Napoli, che portarono alla fuga dei tedeschi, che non risparmiarono incendi e stragi prima della loro partenza. L’avvenimento più grave fu il rogo dell’Archivio di Stato di Napoli, con notevoli danni al patrimonio culturale della città.

Documenti e link interessanti.

Le Quattro giornate di Napoli, La storia siamo noi.

Contributi multimediali.

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