13 Ottobre 1943 – L’Italia dichiara guerra alla Germania

Dopo lo sbarco degli Alleati in Sicilia, Vittorio Emanuele III destituì Mussolini e nominò il maresciallo Badoglio a capo del Governo. L’8 settembre il Re e il maresciallo lasciarono Roma e raggiunsero gli angloamericani, i quali avevano già occupato la zona di Brindisi.

Salerno divenne la capitale del Regno del Sud che, comunque, mantenne la struttura costituzionale del Regno d’Italia. Il primo atto di Badoglio in veste di capo del Governo fu la dichiarazione di guerra alla Germania. Il Re e Pietro Badoglio avrebbero voluto, con tale provvedimento, ottenere per l’Italia la qualifica di Alleata ed evitare le dure clausole della resa incondizionata. Così non fu. Gli Alleati infatti, fecero aderire l’Italia solo come “cobelligerante” .

L’Italia entrava in guerra contro la Germania il 13 ottobre 1943. La dichiarazione ufficiale serviva, non solo per poter inviare al fronte gli uomini dell’esercito regolare (al centro nord molti italiani combattevano già contro i tedeschi), ma soprattutto per attribuire lo status di prigionieri di guerra ai 600.000 soldati italiani (IMI) che erano stati catturati e deportati dai tedeschi nei territori del Terzo Reich dall’ 8 settembre, dopo la proclamazione del cosiddetto “armistizio corto” con il quale si cessavano le ostilità contro gli Alleati.

Contributi multimediali.

“600.000 no,la resistenza degli Internati Militari Italiani”

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