2 gennaio 1900 – La politica della “porta aperta” degli Usa in Cina

Politica della "porta aperta"Dopo la conquista delle Filippine, gli Stati Uniti guardavano con preoccupazione alla situazione che si stava delineando in Cina, dato che non erano in grado di competere militarmente con gli Stati europei. Infatti, Russia, Francia e Germania, si adoperarono per limitare le conquiste del Giappone e per ottenere zone di influenza proprie e per creare proficui monopoli commerciali in Cina. Il governo cinese, all’epoca molto debole e diviso al suo interno, era in balia delle richieste internazionali. Una situazione del genere non poteva essere trascurata dagli Usa che comprendevano l’importanza strategica, se non simbolica, della Cina, con l’intenzione di incastonarla nella vivace politica espansionistica americana.

Per gli Stati Uniti era necessario intervenire. Il Segretario di Stato John Hay nel settembre 1989 inviò alle potenze presenti in Cina una nota (Open Door Note) in cui si chiedeva il controllo del territorio cinese senza discriminazioni nel commercio con la Cina e all’interno di essa. Inoltre, si auspicava il rispetto delle “zone d’influenza (cioè gli interessi acquisiti dagli stati nel tempo) e dell’integrità territoriale e amministrativa della Cina, l’applicazione uniforme dei dazi cinesi e l’utilizzo corretto da parte delle potenze concessionarie delle tariffe ferroviarie e portuali. Tale politica, dopo una riluttanza iniziale, fu accettata da Gran Bretagna, Giappone, Francia, Russia e Germania, convinti che di dare un segnale puramente simbolico. Così il 2 gennaio 1900 il segretario di Stato John Hay annunziava la politica statunitense della “porta aperta” in Cina.

La politica della “porta aperta” lasciò margini di manovra limitati per gli Usa in Cina, chiaro segnale che le altre potenze non erano disposte ad usare forme consensuali e collaborative. Molti studiosi hanno cercato di considerare la politica della “porta aperta” come tratto essenziale dell’imperialismo economico statunitense. Ma probabilmente fu solo un modo per declinare paradossalmente una politica imperialista con modalità antimperialiste per renderla giustificabile nel dibattito interno, dopo la guerra ispano-americana del 1898 per le Filippine.

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