16 Gennaio 1969-Jan Palah si dà fuoco a Praga

Placa_Jan_PalachL’intervento delle forze sovietiche che soffocarono la “Primavera di Praga”  nel 1968, non riuscì, tuttavia, a spegnere i soffi di rivolta del popolo cecoslovacco.

L’opera di normalizzazione e di consolidamento da parte delle forze di occupazione, compiuta attraverso l’epurazione dei vertici del partito cecoslovacco e la sostituzione di quest’ultimi con persone incondizionatamente devote all’Unione Sovietica, ebbe un impatto nullo sui movimenti e le organizzazioni sociali che erano state attive nel corso della “Primavera”.

Jan Palach era un giovane studente di filosofia che divenne il simbolo della resistenza anti sovietica. Nel pomeriggio del 16 Gennaio 1969 Palach si recò nella centrale Piazza San Venceslao e, dopo essersi cosparso il corpo di benzina, si appiccò fuoco con un accendino. Morì dopo tre giorni di lucida agonia e pur tuttavia il suo gesto entrò nella storia cecoslovacca.

Secondo le ricostruzioni ad ispirare l’estremo gesto di protesta di Jan Palach sarebbero stati i suicidi compiuti, nello stesso periodo, dai monaci buddisti in Vietnam come forma di protesta al regime di Ngo Dihm Diem.

Il gesto di Palach fece tremare le autorità sovietiche ed ebbe un imponente effetto sull’opinione pubblica cecoslovacca e mondiale. Ai suoi funerali, il successivo 25 Gennaio, parteciparono oltre 600.000 persone.

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