30 Gennaio 1948 – Il Mahatma Gandhi viene ucciso a Nuova Delhi

gandhi_2Mohandas Karamchand Gandhi fu un a guida politica e spirituale di primissimo piano dell’India. 

Con le sue campagne di resistenza non violenta, che si compiva sopratutto attraverso il boicottaggio dei prodotti inglesi, Gandhi aveva ispirato un forte senso nazionale negli strati profondi della popolazione indiana. Il suo obiettivo era quello di perseguire una riforma morale dell’India da compiersi attraverso la conquista dell’indipendenza.

All’interno del Partito del Congresso Gandhi incarnava l’ala destra, quella più tenacemente convinta della necessità dell’indipendenza immediata. Nel 1942, con il secondo conflitto mondiale in corso, Gandhi predicava l’indipendenza immediata e la non resistenza contro i giapponesi. L’altro esponente di spicco del Partito del Congresso, Jawaharlal Nehru sosteneva, invece, la necessità della resistenza contro il Giappone come premessa all’indipendenza.

Il 30 Gennaio 1948, mentre si recava alla consueta preghiera pomeridiana, il Mahatma Gandhi venne ucciso da un estremista indù che non gli perdonava le concessioni fatte, a suo dire, al Pakistan in merito alle questioni territoriali.

Dopo la morte, la figura di Gandhi divenne ben presto celebrata in tutto il mondo come il simbolo di pace e di resistenza non violenta.

Risorse multimediali.

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