1 febbraio 1979 – Khomeyni fa ritorno in Iran dopo 15 anni di esilio

Imam_Khomeini_in_Mehrabad
Khomeini fa ritorno in Iran.

Il 27 ottobre 1964, mentre il parlamento iraniano discuteva il decreto sul prestito americano di 200 milioni di dollari e quello sull’immunità diplomatica, il religioso Ruhollāh Muṣṭafā Mosavi Khomeyni si oppose a queste misure in un discorso pronunciato davanti la sua abitazione. Secondo Khomeyni, con quei provvedimenti si stava svendendo l’Iran agli americani. Ebbe così inizio il suo esilio prima in Turchia e successivamente in Iraq, dove sviluppò il suo pensiero politico giungendo all’elaborazione del cosiddetto “governo islamico”. Fece ritorno in patria solo il primo febbraio 1979.

Durante l’esilio caratterizzato da un basso profilo, Khomeyni ebbe modo di farsi un’dea approfondita sulla complessità del mondo musulmano, in merito soprattutto alla laicità e alle religiosità. Inoltre, a Najaf, città dell’Iraq in cui soggiornò, si rese conto dell’importanza dei mezzi di comunicazione, soprattutto delle trasmissioni radiofonche. Tali conoscenze risulteranno molto utili durante la rivoluzione del 1979.

Alle domande dei giornalisti che gli chiesero le sue sensazione sul rientro in patria, l’Imam rispose “Icci” (nulla), segno di sottomissione alla volontà di Dio.

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