11 Marzo 1985 – Michail Gorbačëv a capo dell’Unione Sovietica

Protagonisti-e-interpreti

Il 13 Marzo 1985, a 53 anni, Michail Gorbačëv divenne Segretario Centrale del Partito Comunista, la carica più alta dell’Unione Sovietica. Gli anni al potere di Gorbačëv rappresenteranno un punto di svolta fondamentale per l’Unione Sovietica e per il mondo intero. La dissoluzione di uno dei due attori del confronto bipolare fu la manifestazione esteriore più chiara del profondo mutamento che vide Gorbačëv protagonista.

Giunto al potere Gorbačëv avviò un’ampia politica di riforma allo scopo di  modernizzare il paese. I due capisaldi di tale processo erano costituiti dalla Glasnost (trasparenza, ovverosia la necessità di non celare più i problemi strutturali dell’Unione Sovietica ed, al contrario, affrontare tali problemi in un contesto di dibattito pubblico) e dalla Perestrojka (intesa come tutta una serie di  politiche di riforma sociali ed economica mirate a recuperare un tasso di produttività consono alle necessità sovietiche).

Un progetto cosi ambizioso, tuttavia, non poteva che essere perseguito anche attraverso un più disteso clima internazionale. In politica estera, pertanto, l’impegno di Gorbačëv spingeva verso la progressiva uscita dal teatro afgano (dove i sovietici si trovavano dal 1979) e la ripresa del dialogo con gli Stati Uniti per la reciproca limitazione degli arsenali nucleari.

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