24 dicembre 1980 – Muore Karl Doenitz, ultimo Fuhrer del Reich

Karl-Doenitz-21Karl Doenitz è stato un ammiraglio tedesco e uomo di fiducia di Adolf Hitler, tanto da essere designato come suo successore. Infatti fu proprio lui l’ultimo Fuhrer del Reich governando negli ultimi mesi di guerra.

Doenitz nacque il 16 Settembre 1891 nei pressi di Berlino e morì il 24 dicembre 1980. Dopo aver servito la Germania come ufficiale nella Prima Guerra mondiale, quando Adolf Hitler salì al potere fu scelto per creare una nuova flotta U-boat (i sommergibili tedeschi). Fu dunque  nominato comandante della flotta e durante i primi anni della Seconda Guerra mondiale trasformò le U-Boot in una seria minaccia per la Gran Bretagna.

Nel gennaio del 1943, Doenitz sostituì l’ammiraglio Erich Raeder come comandante a capo della marina tedesca. La sua lealtà e capacità conquistarono immediatamente la fiducia di Hitler. Divenuto presidente del Reich dopo il suicidio di Hitler, il 30 aprile avviò i negoziati per la resa. La mattina del 7 maggio 1945 una delegazione tedesca, per ordine di Doenitz, si recò nel quartier generale di Eisenhower a Reims per firmare la resa.

Nel 1946 Doenitz è stato condannato a dieci anni di reclusione dal Tribunale Militare Internazionale di Norimberga per “crimini contro la pace”.

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23 Dicembre 1986- Andrej Sakharov ritorna in Russia

5ab801e024Andrej Dmitrievič Sakharov, fisico russo, premio nobel per la pace nel 1957, sostenne la manifestazione contro l’entrata delle truppe sovietiche in Afghanistan, per tal motivo venne arrestato nel 1980 e confinato a Nižnij Novgorod. Dopo sei anni il 23 Dicembre 1986 ritorna in Russia per concessione di Mikhail Gorbaciov. A partire dal 1985 il gorbaciovismo è nella fase di declino e questo evento ne rappresenta l’emblema. Lo stesso Sakharov era sostenitore di un comunismo più moderato con più spazio per  il pluralismo. La scena internazionale infatti, come dimostrano i successivi sviluppi, si stava preparando per una nuova era.

22 Dicembre 1947- Approvata la Costituzione della Repubblica Italiana

firma-costituzione-italiana_54_3618Con la proclamazione del Regno d’Italia, la concessione e l’estensione dello Statuto Albertino nel 1861, si aprì il lungo percorso che portò all’approvazione della Costituzione della Repubblica Italiana il 22 dicembre 1947. La concessione dello Statuto nel Regno di Sardegna sancì il passaggio da monarchia assoluta a monarchia costituzionale. Esso rimarrà in vigore fino al 2 giugno 1946, giorno in cui con il Referendum Istituzionale, per la prima volta a suffragio universale femminile e maschile, il popolo scelse la forma di Stato dell’ Italia. Parallelamente al referendum si svolsero le elezioni dell’ Assemblea Costituente ( 556 deputati, i quali redassero una nuova Costituzione che andò a sostituire lo Statuto Albertino). Eletta con il sistema elettorale proporzionale i suoi compiti erano: il voto di fiducia al governo, l’ approvazione delle leggi di bilancio, la ratifica dei trattati internazionali, assegnare al Governo le funzioni legislative. Dopo l’approvazione da parte dell’ Assemblea (453 voti a favore) Enrico de Nicola promulgò la Costituzione che entrò in vigore il 1° Gennaio 1948.

19 Dicembre 1996 – Finlandia, Danimarca e Svezia aderiscono all’accordo di Schengen

EUROPA-SCHENGEN-2008L’accordo di Schengen, con il quale si eliminano le frontiere degli stati aderenti, venne firmato il 14 luglio 1985 inizialmente da Germania, Paesi bassi, Francia, Belgio e Lussemburgo. Il numero dei paesi facente parte della Zona Schengen andò sempre più crescendo e il 19 dicembre 1996 firmarono l’ atto finale degli accordi relativi all’adesione a tale convenzione Finlandia, Danimarca e Svezia.

I primi articoli dell’accordo recitano:

  • Articolo 1

A decorrere dall’entrata in vigore del presente Accordo e sino alla totale eliminazione di tutti i controlli, le formalità alle frontiere comuni fra gli Stati dell’Unione economica Benelux, la Repubblica federale di Germania e la Repubblica francese, per i cittadini degli Stati membri delle Comunità europee, si svolgeranno alle condizioni stabilite qui di seguito.

  • Articolo 2

A decorrere dal 15 giugno 1985, le autorità di polizia e di dogana effettuano di norma, nell’ambito della circolazione delle persone, una semplice sorveglianza visiva dei veicoli da turismo che attraversino la frontiera comune a velocità ridotta senza determinare l’arresto di detti veicoli.

Tuttavia, dette autorità possono procedere per sondaggio a controlli più approfonditi che dovranno, se possibile, essere effettuati in apposite piazzole, per non interrompere la circolazione degli altri veicoli all’attraversamento della frontiera.

  • Articolo 3

Al fine di agevolare la sorveglianza visiva, i cittadini degli Stati membri delle Comunità europee che giungono alle frontiera comune a bordo di un’autovettura potranno apporre sul parabrezza del veicolo un disco verde, del diametro di almeno 8 centimetri. Tale disco sta ad indicare che essi sono in regola con le disposizioni di polizia di frontiera, trasportano esclusivamente merci ammesse nei limiti delle franchigie e rispettano la normativa in materia di cambi.

  • Articolo 4

Le Parti si adoperano per ridurre al minimo i tempi di sosta alle frontiere comuni dovuti ai controlli dei trasporti professionali di persone su strada.

Le Parti ricercano soluzioni che consentano di rinunciare, entro il 1 gennaio 1986, al controllo sistematico alle frontiere comuni del foglio di via e delle autorizzazioni di trasporto per i trasporti professionali di persone su strada.

  • Articolo 5

Entro il 1 gennaio 1986 verranno realizzati dei controlli raggruppati presso uffici ove i controlli nazionali sono giustapposti, nella misura in cui ciò non sia già stato realizzato nella pratica e a condizione che le strutture lo consentano.

Successivamente si esaminerà la possibilità di introdurre controli raggruppati ad altri posti di frontiera, tenendo conto delle situazioni locali.

  • Articolo 6

Le Parti adottano tra di loro, fatta salva l’applicazione di intese più favorevoli, le misure necessarie atte ad agevolare la circolazione dei cittadini degli Stati membri delle Comunità europee residenti nei Comuni che si trovano alle frontiere comuni, per consentire loro di attraversare tali frontiere al di fuori dei punti di passaggio autorizzati e al di fuori degli orari di apertura dei posti di controllo.

Gli interessati possono beneficiare di tali vantaggi solo se trasportano merci consentite nei limiti delle franchigie autorizzate e se rispettano la normativa in materia di cambi.

  • Articolo 7

Le Parti si adoperano per riavvicinare nei tempi più brevi le proprie politiche in materia di visti al fine di evitare le conseguente negative che possono risultare da un alleggerimento dei controlli alle frontiere comuni in materia di immigrazione e sicurezza. Esse adottano, possibilmente entro il 1 gennaio 1986, le disposizioni necessarie al fine di applicare le proprie procedure relative al rilascio dei visti e all’ammissione sul proprio territorio, tenendo conto della necessità di garantire la protezione dell’insieme dei territori dei 5 Stati dall’immigrazione clandestina e da quelle attività che potrebbero minacciare la sicurezza.

  • Articolo 8

Al fine di alleggerire i controlli alle frontiere comuni e tenuto conto delle importanti differenze esistenti fra le legislazioni degli Stati dell’Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese, le Parti si impegnano a lottare con determinazione sul proprio territorio.

  • Articolo 9

Le Parti intensificano la cooperazione fra le proprie autorità doganali e di polizia, specialmente nella lotta alla criminalità, in particolare contro il traffico illecito di stupefacenti e di armi, l’ingresso ed il soggiorno irregolare di persone, la frode fiscale e doganale ed il contrabbando, A tal fine, e nel rispetto delle proprie legislazioni interne, le Parti cercano di migliorare lo scambio di informazioni e di intensificarlo per quanto riguarda le informazioni che possano presentare un interesse per le altre Parti nella lotta alla criminalità.

Le Parti rafforzano nel contesto delle proprie legislazioni nazionali l’assistenza reciproca contro i movimenti irregolari di capitali.

3 Dicembre 1989 – Il summit di Malta: la fine della Guerra Fredda

Bush e Gorbachev al Summit di MaltaIl 3 dicembre 1989 il presidente degli Stati Uniti d’America, George H. W. Bush, e il leader dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov, dichiararono la fine della Guerra Fredda. Il proclama avvenne al termine del summit svoltosi tra i due leader a Malta nei giorni 2 e 3 dicembre. Anche se spesse volte la fine della Guerra Fredda venne ricondotta ad altri avvenimenti più plateali, dal punto di vista diplomatico fu questo summit a mettere fine al conflitto che aveva tenuto sulle spine tutto il mondo dall’immediato secondo dopoguerra. Durante l’incontro non fu firmato nessun documento ufficiale, tuttavia per gli osservatori rappresentò sicuramente il segnale di distensione definitiva dei rapporti di forza bipolari avutisi fino ad allora.

Contributi Multimediali.

2 Dicembre 1823 – Enunciazione della “Dottrina Monroe”

Uncle Sam in Leslie's Illustrated NewspaperIl presidente americano James Monroe governò per otto anni gli Stati Uniti e fu l’ideatore e il promotore della famosa “Dottrina Monroe“. Nel discorso annuale al Congresso, il 2 dicembre 1823, dichiarò “pericolo per la pace e per la sicurezza, e atteggiamento ostile verso gli Stati Uniti, qualsiasi tentativo da parte delle potenze europee di espandere sul continente americano il loro sistema o estendere il loro controllo”.

All’interno del discorso nessun accenno venne posto in essere riguardo la possibilità degli Stati Uniti di allargare i propri confini  ai danni degli stati vicini. Se da un lato prese le distanze dalle mire espansionistiche degli stati europei, dall’altro rese implicita la volontà di rendere la nazione americana prossima a diventare una potenza mondiale, partendo dal dominio della popolazione Indiana e dei nuovi stati indipendenti, importante area di sbocco per il commercio.

La dottrina Monroe affiancata dal concetto di “Destino Manifesto” del giornalista O’Sullivan, secondo cui vi è un disegno Provvidenziale dietro il prorompente carattere dominatore degli Stati Uniti, è stata il motore d’ azione e la giustificazione dell’espansionismo americano per tutto il diciannovesimo e il ventesimo secolo e in versione rivisitata, ma non troppo differente, del modus operandi contemporaneo.

1 Dicembre 1958 – Nasce la Repubblica Centrafricana indipendente

mappa-repubblica-centrafricana-africana-6000001 L’1 Dicembre 1958 l’Assemblea centrafricana dichiara la nascita della Repubblica Centrafricana con a capo  Barthélemy Boganda, il quale governerà per un anno a causa della sua morte in un incidente aereo nel 1959.

La Repubblica Centrafricana è uno dei paesi più poveri al mondo, situata nell’Africa centrale. Dal 1903 è stata una colonia francese sotto il nome di Ubangi Shari. Nel 1910 divenne parte del A.E.F. (Afrique Équatoriale française) formata da altri tre stati: Gabon, l’odierna Repubblica del Congo e il Ciad.

I francesi crearono il loro impero coloniale sfruttando il territorio ricco di piantagioni di cotone e numerose miniere di diamanti. Dopo la seconda guerra mondiale iniziò a piccoli passi il processo di indipendenza, dapprima con l’attribuzione della cittadinanza francese alla popolazione dell’ AEF, poi con la nascita dell’Assemblea centrafricana incentivata da Boganda. Infine la totale indipendenza arrivò con la dichiarazione del 13 Agosto 1960.

29 Novembre 1864 – Massacro di Sand Creek

Il 29 Novembre 1864, nel contesto della guerra civile, sulle sponde del fiume Sand Creek, dove si era accampata la tribù indiana dei Cheyenne, avvenne uno dei più atroci e crudi massacri della storia americana. Il terzo Reggimento capitanato dal colonnello Chivington all’alba del 29 si diresse verso l’accampamento indiano con l’ intento di uccidere spietatamente gli Indiani, i quali, fiduciosi di poter raggiungere un accordo, non si erano preoccupati di mettere sentinelle di guardia. Sentendo il rumore del rimbombo degli zoccoli i pellerossa si riunirono a cerchio attorno alla bandiera americana in segno di pace; di questo poco interessò al colonnello che comandò l’attacco verso la tribù inerme. Uomini donne e bambini vennero mutilati, massacrati senza nessuna pietà.

Solo dopo 136 anni gli Indiani ricevettero le scuse del Congresso.

Links e documenti.

Le “giacche blu” attaccarono un accampamento massacrando senza pietà 150 Cheyenne e Arapaho, soprattutto donne e bambini.  (dal Il Secolo XIX di mercoledì 25 ottobre 2000) 

Washington. Uno degli episodi più brutali della storia del West, il massacro di 150 indiani sulla sponda del Sand Creek, ha fatto scattare con 136 anni di ritardo le scuse del Congresso. Sul luogo della strage, avvenuta il 29 novembre 1864 lungo un torrente del Colorado, sarà posta una lapide per ricordare i Cheyenne e Arapaho, in gran parte donne e bambini, massacrati da un migliaio di “giacche blu” del colonnello John Chivington.

Come rievoca una sequenza memorabile del film di Arthur Penn “Piccolo grande uomo”, i soldati circondarono all’alba un accampamento pellerossa aprendo improvvisamente il fuoco. Il Congresso ha approvato una legge per trasformare in un sito storico il luogo del massacro, 250 km a sud-est di Denver. La legge era stata presentata da Ben Cavallo Notturno Campbell, l’unico senatore pellerossa della storia Usa, discendente delle vittime del massacro.

Nel 1865, le testimonianze della strage portarono il Congresso ad aprire una inchiesta. Ma i colpevoli non furono mai puniti, la strage non venne mai ufficialmente condannata. L’episodio innescò dodici anni di Guerre Indiane sfociate poi nella uccisione di George Custer a Little Big Horn.

Una città situata vicino al luogo della carneficina sul Sand Creek reca ancora oggi il nome del colonnello Chivington. Non vi è invece alcuna menzione delle vittime del massacro.

La legge del Congresso, conferendo valore storico al sito, consentirà agli indiani di proteggere la sacralità dell’area. I pellerossa chiedono da tempo al Congresso di riconoscere con memoriali anche il loro ruolo nella storia della regione: gran parte dei monumenti esistenti nel West onorano solo i pionieri bianchi e i soldati.

Contributi multimediali.

Brano dedicato al massacro di Sand Creek di Fabrizio De Andrè.

28 Novembre 1943 – La Conferenza di Teheran

La conferenza di Teheran, 28 Novembre 1943, è passata alla storia per essere stata il primo incontro dei cosiddetti “tre Grandi” della Seconda Guerra mondiale ovvero Stalin, Roosevelt e Churchill. I tre capi di stato si riunirono per pianificare la fase finale della guerra. Prese così forma l’operazione “Overland” nota come sbarco in Normandia, che fu fissata per Maggio dell’anno successivo.

Venne, inoltre, decisa la “sorte” della Germania una volta conclusa la guerra (la divisione territoriale) e si raggiunse un accordo sulla questione della Polonia: a Stalin, infatti, fu permesso di occupare i territori polacchi. Sul fronte Jugoslavo si decise di dare pieno appoggio alla lotta dei partigiani di Tito, accordandosi sulla difesa dell’indipendenza dell’Iran e infine sulla creazione dell’ ONU.

La conferenza oltre a essere stata il primo incontro dei tre Grandi, assunse una particolare valenza psicologica poiché emerse un’enorme volontà di vincere la guerra. Come ebbero ad affermare al termine della conferenza i tre protagonisti, “Siamo venuti qui con speranza e determinazione, ce ne andiamo amici, nei fatti, nello spirito e nei propositi”.

Contributi multimediali.

27 Novembre 1895- Alfred Nobel istituisce i famosi “Premi Nobel”

Alfred Bernhard Nobel è stato un chimico, inventore e poeta dilettante di origine svedese. La sua invenzione più grande fu quella della dinamite. Dopo essersi reso conto dell’ enorme potenzialità economica della sua scoperta aprì numerose fabbriche in tutto il mondo per sperimentare gli usi della dinamite. In seguito Nobel percepì anche i numerosi rischi a cui si poteva incorrere in seguito ad un utilizzo scorretto e pericoloso di essa (come in effetti si verificò), tale pensiero lo tormentò per tutta la sua esistenza.

Il 27 novembre del 1895 quando scrisse il testamento un anno prima della sua morte, egli volle destinare i redditi della sua immensa ricchezza all’istituzione di cinque premi, noti a tutti come Premi Nobel. Quest’ ultimi sono assegnati dall’ Accademia di Stoccolma, tre di essi sono destinati a premiare le più brillanti menti che hanno arricchito con le loro invenzioni il campo della medicina,della fisica e della chimica. Gli altri due sono i premi dedicati uno alla letteratura e l’ altro “premio nobel per la pace” assegnato a personalità di spicco che hanno dedicato la loro vita alla cooperazione fraterna e alla pace fra i popoli.

12 Novembre 2003 – Attacco kamikaze a Nassiriya

“Operazione Antica Babilonia”, così è stata denominata la missione militare italiana iniziata il 15 luglio del 2003 in Iraq volta al “mantenimento della pace” (peacekeeping) . La base militare dell’ operazione risiedeva a Nassiriya , luogo in cui il 12 Novembre 2003 avvenne un grave attentato nel quale persero la vita 28 uomini, tra cui 19 italiani.

Attorno alle ore 8:40 italiane, un camion cisterna, contenente esplosivo, scoppiò davanti la sede dell’ Unità Multinazionale Specializzata. A compiere l’ attentato furono quattro kamikaze, su due veicoli, con a bordo tra i 150 ed i 300 chili di esplosivo. L’ esplosione causò il crollo dell’edificio e danneggiò un secondo palazzo sede del comando.

I funerali di Stato furono celebrati a Roma il 18 Novembre  nella Basilica di San Paolo fuori le mura, presieduti dal cardinale Ruini. Alla cerimonia parteciparono le più alte autorità dello Stato e circa 50.000 persone. Per quel giorno fu proclamato il lutto nazionale.

Ai caduti di Nassiriya furono dedicati in tutta Italia strade, piazze e monumenti, e  nel 2005, Carlo Azeglio Ciampi, assegnò ai morti ed ai feriti la “Croce D’Onore”.

11 Novembre 1975 – L’Angola ottiene l’indipendenza dal Portogallo

L’Angola è uno stato dell’ Africa sud-occidentale, ex colonia del Portogallo da cui ottenne l’indipendenza l’ 11 Novembre 1975.

Nel secondo dopoguerra Antonio de Oliveira Salazar,  a capo del popolo portoghese, si oppose fortemente alla decolonizzazione avendo trasformato l’Angola e le altre due colonie (Mozambico e Guinea-Bissau) vere e proprie “province d’oltremare”. Salazar intensificò la politica coloniale in tutti gli aspetti: investimento di capitali, valorizzazione delle risorse nell’interesse della madrepatria e l’emigrazione di coloni. Fu così che il popolo africano sotto il nome di Movimento popolare per la liberazione dell’Angola iniziò una guerriglia a sfondo rivoluzionario. L’indipendenza delle colonie portoghesi arrivò dopo circa un decennio di guerra. Il colpo di Stato degli ufficiali progressisti, che nel 1974 rovesciò il fascismo a Lisbona aprendo la strada all’applicazione del principio di autodeterminazione, fu decisivo. La successione al colonialismo era contesa dai tre movimenti di liberazione: MPLA, FNLA e UNITA. Grazie al controllo della capitale Luanda al momento del ritiro dei rappresentanti dell’amministrazione portoghese l’11 Novembre 1975 l’MPLA si affermò come partito-stato e Agostino Neto diventò il presidente dell’ Angola.