8 aprile 1814 – Napoleone viene esiliato all’Elba

napoleoneDopo la sonante sconfitta in Russia del 1812, Napoleone tornò in patria per riformare l’esercito, mentre gli stati europei presero atto del momento di difficoltà dell’Imperatore. Si venne a formare una coalizione anti francese a cui fece parte oltre la Russia e la Prussia, anche l’Austria. Dopo una strenua resistenza del nuovo esercito napoleonico, troppo giovane, inesperiente e numericamente inferiore, Napoleone dovette subire la sconfitta nella battaglia di Lipsia (ottobre 1813). Con gli eserciti ormai alle porte di Parigi,  l’8 aprile 1814 Napoleone veniva esiliato sull’isola d’Elba. Profondamente amareggiato, qualche giorno dopo tentò, invano, di togliersi la vita. Giunto sull’Elba, i nemici gli affidarono la sovranità dell’Isola, permettendogli di conservare il titolo di imperatore. L’esilio durò fino al 17 febbraio 1815, quando riuscì a eludere la sorveglianza inglese approfittando della confusione creatasi per una festa, da lui appositamente organizzata.

Residenza di Napoleone sull'Elba
Residenza di Napoleone sull’Elba
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31 Marzo 1282 – I vespri siciliani

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Dal 1268 il Regno di Sicilia era passato sotto il controllo del sovrano di Francia Carlo I d’Angiò. Il predominio angioino sull’isola era stato, inoltre, riconosciuto da Papa Clemente IV fin dal 1263 che sperava, in tal maniera, di assicurarsi un influenza rilevante nell’Italia meridionale.

La dominazione francese, tuttavia, divenne presto invisa a gran parte della popolazione siciliana vessata da un pesante sistema tributario. A guidare la rivolta, non a caso, fu a nobiltà dell’isola.

Tutto ebbe inizio la sera del 30 Marzo all’ora dei Vespri presso la Chiesa del Santo Spirito a Palermo quando un soldato francese (Droetto secondo la tradizione) con la scusa di dover perquisire una nobildonna del luogo suscitò la reazione del compagno della donna che uccise il soldato dopo avergli sottratto la spada. Nel corso della serata e delle nottata che seguì, i palermitani al grido di “mora mora” si diedero ad una caccia spietata dei francesi presenti nella zona. 
La leggenda, a tal proposito, narra che per smascherare i francesi veniva chiesto ai sospetti di pronunciare la parola “ciciri” (ceci) foneticamente impronunciabile correttamente per un francofono.

 La rivolta anti Angioina dilagò, ben presto, per tutto il resto della Sicilia.

 

30 Marzo 1981 – Attentato a Ronald Reagan

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Il 30 Marzo 1981 il neo presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan fu ferito gravemente a  Washington nel corso di un attentato. A sparare al Presidente fu John Warnock Hinckley jr. che aveva progettato l’attentato per attirare l’attenzione dell’attrice Jodie Foster di cui era follemente innamorato.

John Warnock Hinckley jr. era ossessionato dall’attrice dopo averla vista in Taxi Driver, celebre film  diretto da Martin Scorsese dove la Foster recitava la parte di una prostituta adolescente. Dopo averla seguita per anni, la mente di Hinchley elaborò il folle piano di uccidere un personaggio politico di primo piano. La scelta cadde sul Presidente Reagan eletto da pochi giorni.

Nell’attentato del 30 Marzo Hinchley ferì gravemente il Presidente Reagan e altre tre persone addette, in quel momento, alla sicurezza del presidente.

Arrestato, Hinchley fu internato nel manicomio criminale di  Washington, mentre Reagan si ristabilirà pienamente in poco tempo.

28 Marzo 1939 – Fine della guerra civile spagnola. Franco al potere.

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La guerra civile in Spagna (1936-1939) rappresentò un evento di fondamentale importanza nell’Europa degli anni ’30. Dal Febbraio del 1936 la Spagna  era governata da un Fronte Popolare che aveva avviato importanti riforme economiche e sociali. Tale governo, tuttavia, si scontrava con l’aperta ostilità degli ambienti di destra, ed in particolar modo dell’esercito.

La sollevazione militare contro il governo legittimo cominciò nel Marocco Spagnolo nell’estate successiva. Alla testa del “pronunciamento” stava il generale Francisco Franco. La Spagna si divise in due ed una cruenta guerra civile fu il risultato di tale divisione.

La guerra civile spagnola pur rimanendo un conflitto circoscritto ad un solo paese ebbe importanti ripercussioni internazionali. Le fazioni che si combattevano, infatti, fornivano una chiara immagine dei due campi che sempre più nitidamente si andavano a definire in Europa in quegli anni: il fascismo e l’antifascismo.

Se da un punto di vista formale venne ribadita la politica del non intervento, in realtà, tutti i maggiori paesi europei si affrettarono ad inviare aiuti militari ed economici alle due parti in lotta. Mussolini ed Hitler inviarono truppe in Spagna per sostenere le forze falangiste di Franco, mentre l’esercito repubblicano venne aiutato da brigate internazionali di volontari (tra gli italiani andati a combattere la cause repubblicana ricordiamo, tra gli altri, Luigi Longo, Giuseppe di Vittorio, Pietro Nenni e Carlo Rosselli).

Dopo tre anni di guerra civile il fronte repubblicano dovette cedere. Il 28 Marzo 1939 Franco divenne il  padrone incontrastato della Spagna dando il via ad una trentennale dittatura fascista.

La guerra civile spagnola provocò circa un milione e mezzo di vittime.

27 Marzo 2000 – Vladimir Putin Presidente della Federazione Russa

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Il 27 Marzo 2000 Vladimir Putin divenne Presidente della Federazione Russa. Designato come successore di Boris Eltsin nel corso del 1999, Putin seppe vincere le elezioni russe presentandosi come l’uomo nuovo che avrebbe risolto la profonda crisi economica che aveva notevolmente abbassato gli standard di vita della popolazione russa.

L’arrivo di Putin al Cremlino segnò indubbiamente un cambiamento delle politica russa non solo dal punto di vista interno, ma anche per quel che riguarda la politica estera. La Federazione Russa, infatti, dal 2000 cercò di riaffermarsi come attore forte dello scenario politico internazionale. Con Putin, infatti, Federazione Russa tornerà ad assumere un ruolo di primo piano nei fori internazionali e per la gestione delle questioni globali, emergendo come un attore indipendente ed imprevedibile negli affari internazionali.

Putin mantenne la carica di Presidente fino al 2008, per diventare Primo Ministro fino al 2012 (con Dmitrij Medvedev Presidente), e tornare alla presidenza dopo le elezioni del  Maggio 2012. In questa maniera Putin si è assicurato la continuità del suo potere per oltre 15 anni.

25 Marzo 1957 – Trattati di Roma

images (5)A partire dal 1955 il processo di integrazione europea subì un forte slancio grazie all’influenza, in particolare modo, di Jean Monnet, del ministro degli esteri belga Paul -Henri Spaak, e di quello della Germania federale Walter Hallstein. L’obiettivo era quello di porre in comune l’uso e lo sviluppo dell’energia atomica tra i paesi europei e creare un mercato comune europeo.

Dopo gli incontri preparatori di Messina e  Venezia, un rapporto presentato da un comitato di esperti presieduto da Spaak sosteneva che bisognava istituire una “Comunità economica europea” ed una “Comunità europea dell’energia atomica”.

Il 25 Marzo 1957, a Roma, vennero firmati i Trattati che istituivano la Comunità Economica Europea e l’Euratom. I paesi contraenti erano: Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Gli organismi preposti al funzionamento delle due comunità erano la Commissione (con lo scopo di definire le politiche), il Consiglio dei Ministri (in cui i governi decidevano all’unanimità e, quindi, con diritto di veto), un Assemblea Parlamentare di 142 membri (eletti dai rispettivi parlamenti nazionali) ed, infine, una Corte di Giustizia.

I Trattati di Roma vennero rapidamente ratificati dai parlamenti nazionali ed il mercato comune entrò in funzione il primo Giugno del 1959.

19 Marzo 1958 – Prima seduta dell’Assemblea parlamentare europea

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L’Assemblea parlamentare europea venne concepita nel Trattato di Roma (25 Marzo 1957) come organo rappresentativo con funzioni puramente consultive, composto da 142 membri eletti dai parlamenti nazionali degli Stati membri.

Il 19 Marzo 1958,  a Strasburgo, presieduta da Robert Schuman, si riunì per la prima volta l‘Assemblea parlamentare europea. L’Assemblea nel 1962 ha assunto con propria deliberazione la denominazione di Parlamento europeo e dal 1979 è eletta a suffragio universale con scadenza quinquennale.

Nata, come detto, con funzioni puramente consultive l’Assemblea prima ed il Parlamento poi ha visto inesorabilmente ampliare i proprio poteri. Sopratutto dopo il 1979, infatti, il Parlamento è stato visto come l’unico organo comunitario formato dalla volontà diretta dei cittadini europei e, pertanto, in grado di attenuare quel deficit democratico da sempre rimproverato all’architettura istituzionale comunitaria.

Il Trattato di Lisbona, da ultimo, ha ulteriormente rafforzato i poteri ed il prestigio del parlamento. La procedura di codecisione, in cui il Parlamento dispone di un ampio potere nella formazione della legislazione comunitaria, viene ribattezzata come procedura legislativa ordinaria. L’art. 10 par. 2 del Trattato sull’Unione Europea, inoltre, riconosce il ruolo politico fondamentale del Parlamento affermando che ” i cittadini sono direttamente rappresentati a livello dell’Unione nel Parlamento europeo”.

 

16 Marzo 1978 – Rapimento Moro

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Il 16 Marzo 1978 era una data fondamentale per l’assetto politico italiano. Proprio quel giorno, infatti, Andreotti avrebbe dovuto presentare il suo nuovo governo aperto, per la prima volta, ai comunisti. Passò, invece, alla storia come uno dei giorno più tristi della storia repubblicana.

Alle nove del mattino, in via Fani, un commando delle Brigate Rosse tese un agguato alla macchina del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro che si stava proprio recando in Parlamento.

I Poliziotti della scorta vennero uccisi, mentre Moro fu rapito. Le Brigate Rosse lo tennero prigioniero per  54 giorni mentre all’esterno la società politica italiana viveva il drammatico dilemma se trattare con le BR per salvare la vita di Moro o adottare una linea di assoluta intransigenza nei confronti dei terroristi.  Il 9 Maggio successivo il corpo di Moro giustiziato dai brigatisti venne abbandonato su una Renault 5 parcheggiata in Via Caetani.

Nell’agguato del 16 Marzo persero la vita il Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, l’appuntato Domenico Ricci, il Brigadiere Francesco Zizzi, l’agente Raffaele Jozzino e l’agente Giuliano Rivera.

15 Marzo 1917- Lo Zar Nicola II abdica

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Nel corso del mese di Febbraio del 1917 a Pietrogrado scoppiarono violenti tumulti popolari a causa della penuria di alimenti per la popolazione. Le manifestazioni spontanee divennero, ben presto, grandi cortei in cui i sindacati e le altre forze rivoluzionarie assunsero una posizione di primo piano. A fine mese la folla si impadronì del Palazzo d’Inverno, bruciò il Palazzo di Giustizia e divenne padrona incontrastata della città.

Lo zar Nicola II, in un primo momento, pensò che la situazione potesse tornare sotto controllo attraverso una serie di concessioni. La difficoltà della situazione, tuttavia, lo spinse a chiedere al fidato generale Ivanov di ristabilire l’ordine nella capitale. Il compito risultò impossibile, considerando il fatto che gran parte delle milizie passarono dalla parte delle barricate.

Il 15 Marzo 1917, compresa l’impossibilità di alcun tipo di resistenza, Nicola II abdica in favore del fratello Michele che, a sua volta, rinuncia al trono. La rivolta repubblicana capovolse l’impero zarista.
Nella notte tra il 16 ed il 17 Luglio successivo Nicola II fu ucciso insieme a tutta la sua famiglia per ordine dei bolscevichi.

14 Marzo 1848 – Papa Pio IX emana la Costituzione Vaticana

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Il 1848 vide l’esplosione di una serie di moti insurrezionali che colpirono l’Europa intera. Anche lo Stato Pontificio fu percorso da tale processo.  Fin dal 1846 l’elezione al pontificato di Papa Pio IX e le timide riforme da lui introdotte avevano suscitato le speranza dei liberali italiani.

Il 14 Marzo 1848 nella basilica romana di Santa Maria Maggiore papa Pio IX emanò lo statuto “Nelle istituzioni”  che concedeva un diritto di rappresentanza ai sudditi e conteneva lo “Statuto fondamentale pel Governo temporale degli Stati di Santa Chiesa.”

L’azione riformatrice tentava dal pontefice non ebbe, tuttavia, successo. Dopo l’uccisione del suo primo ministro, il Conte Rossi, Pio IX si rifugiò a Gaeta sotto protezione napoletana e Roma cadde nelle mani degli elementi più radicali della rivolta che nel Febbraio successivo proclamarono la Repubblica romana retta da un triumvirato di cui faceva parte, tra gli altri, Giuseppe Mazzini.

12 Marzo 1947 – Dottrina Truman

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I primi mesi del 1947 videro un radicale mutamento della politica estera americana sostenuto, in particolare, dal Segretario di Stato Dean Acheson e dall’influente diplomatico George Kennan. A determinare tale corso, nell’immediato, contribuì la sempre più accentuata sensazione di una politica sovietica marcatamente espansionista che metteva in pericolo la stabilità di due fondamentali pedine della politica americana nel Mediterraneo: la Grecia e la Turchia.

Il Regno Unito, dal canto suo, a causa delle pessime condizioni delle sue finanze non era più in grado di controllare le sempre più forti pressioni provenienti dai due paesi mediterranei e, pertanto, gli Stati Uniti presero consapevolezza della necessità di un loro diretto intervento.

In tale contesto, il Presidente statunitense Harry Truman  in un epocale discorso pronunciato il 12 Marzo 1947, chiese al Congresso una somma di 400 milioni di dollari per l’aiuto diretto alla Grecia ed alla Turchia. L’importanza del discorso di Truman alle due camere riunite in sessione plenaria, sta nel fatto che, per la prima volta, il confronto tra Unione Sovietica e Stati Uniti venne posto nei termini di una reale minaccia portata da un attore ad un altro.

Il pacchetto d’aiuti richiesto da Truman venne approvato e divenne legge il 22 Maggio successivo. Il discorso del 12 Marzo 1947 e la politica d’aiuto alla Grecia ed alla Turchia rappresentarono quella che da quel momento venne definita la “Dottrina Truman“.

11 Marzo 1985 – Michail Gorbačëv a capo dell’Unione Sovietica

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Il 13 Marzo 1985, a 53 anni, Michail Gorbačëv divenne Segretario Centrale del Partito Comunista, la carica più alta dell’Unione Sovietica. Gli anni al potere di Gorbačëv rappresenteranno un punto di svolta fondamentale per l’Unione Sovietica e per il mondo intero. La dissoluzione di uno dei due attori del confronto bipolare fu la manifestazione esteriore più chiara del profondo mutamento che vide Gorbačëv protagonista.

Giunto al potere Gorbačëv avviò un’ampia politica di riforma allo scopo di  modernizzare il paese. I due capisaldi di tale processo erano costituiti dalla Glasnost (trasparenza, ovverosia la necessità di non celare più i problemi strutturali dell’Unione Sovietica ed, al contrario, affrontare tali problemi in un contesto di dibattito pubblico) e dalla Perestrojka (intesa come tutta una serie di  politiche di riforma sociali ed economica mirate a recuperare un tasso di produttività consono alle necessità sovietiche).

Un progetto cosi ambizioso, tuttavia, non poteva che essere perseguito anche attraverso un più disteso clima internazionale. In politica estera, pertanto, l’impegno di Gorbačëv spingeva verso la progressiva uscita dal teatro afgano (dove i sovietici si trovavano dal 1979) e la ripresa del dialogo con gli Stati Uniti per la reciproca limitazione degli arsenali nucleari.