19 Marzo 1958 – Prima seduta dell’Assemblea parlamentare europea

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L’Assemblea parlamentare europea venne concepita nel Trattato di Roma (25 Marzo 1957) come organo rappresentativo con funzioni puramente consultive, composto da 142 membri eletti dai parlamenti nazionali degli Stati membri.

Il 19 Marzo 1958,  a Strasburgo, presieduta da Robert Schuman, si riunì per la prima volta l‘Assemblea parlamentare europea. L’Assemblea nel 1962 ha assunto con propria deliberazione la denominazione di Parlamento europeo e dal 1979 è eletta a suffragio universale con scadenza quinquennale.

Nata, come detto, con funzioni puramente consultive l’Assemblea prima ed il Parlamento poi ha visto inesorabilmente ampliare i proprio poteri. Sopratutto dopo il 1979, infatti, il Parlamento è stato visto come l’unico organo comunitario formato dalla volontà diretta dei cittadini europei e, pertanto, in grado di attenuare quel deficit democratico da sempre rimproverato all’architettura istituzionale comunitaria.

Il Trattato di Lisbona, da ultimo, ha ulteriormente rafforzato i poteri ed il prestigio del parlamento. La procedura di codecisione, in cui il Parlamento dispone di un ampio potere nella formazione della legislazione comunitaria, viene ribattezzata come procedura legislativa ordinaria. L’art. 10 par. 2 del Trattato sull’Unione Europea, inoltre, riconosce il ruolo politico fondamentale del Parlamento affermando che ” i cittadini sono direttamente rappresentati a livello dell’Unione nel Parlamento europeo”.

 

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12 Marzo 1947 – Dottrina Truman

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I primi mesi del 1947 videro un radicale mutamento della politica estera americana sostenuto, in particolare, dal Segretario di Stato Dean Acheson e dall’influente diplomatico George Kennan. A determinare tale corso, nell’immediato, contribuì la sempre più accentuata sensazione di una politica sovietica marcatamente espansionista che metteva in pericolo la stabilità di due fondamentali pedine della politica americana nel Mediterraneo: la Grecia e la Turchia.

Il Regno Unito, dal canto suo, a causa delle pessime condizioni delle sue finanze non era più in grado di controllare le sempre più forti pressioni provenienti dai due paesi mediterranei e, pertanto, gli Stati Uniti presero consapevolezza della necessità di un loro diretto intervento.

In tale contesto, il Presidente statunitense Harry Truman  in un epocale discorso pronunciato il 12 Marzo 1947, chiese al Congresso una somma di 400 milioni di dollari per l’aiuto diretto alla Grecia ed alla Turchia. L’importanza del discorso di Truman alle due camere riunite in sessione plenaria, sta nel fatto che, per la prima volta, il confronto tra Unione Sovietica e Stati Uniti venne posto nei termini di una reale minaccia portata da un attore ad un altro.

Il pacchetto d’aiuti richiesto da Truman venne approvato e divenne legge il 22 Maggio successivo. Il discorso del 12 Marzo 1947 e la politica d’aiuto alla Grecia ed alla Turchia rappresentarono quella che da quel momento venne definita la “Dottrina Truman“.

5 marzo 1946 – Churchill pronuncia il famoso discorso sulla “Cortina di ferro”

Churchill durante il famoso discorso sulla “Cortina di Ferro”
Churchill durante il famoso discorso sulla “Cortina di Ferro”

Il 5 marzo 1946 Winston Churchill pronunziava il famoso discorso sulla “Cortina di Ferro” al Westminster College di Fulton (Missouri), alla presenza del presidente degli Stati Uniti Truman. Questo discorso è considerato da molti storici come l’inizio della Guerra Fredda.

Riportiamo il famoso passaggio:

Diamo il benvenuto alla Russia nel suo giusto posto tra le più grandi Nazioni del mondo. Siamo lieti di vederne la bandiera sui mari. Soprattutto, siamo lieti che abbiano luogo frequenti e sempre più intensi contatti tra il popolo russo e i nostri popoli. È tuttavia mio dovere prospettarvi determinate realtà dell’attuale situazione in Europa. Da Stettino nel Baltico a Trieste nell’Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente. Dietro quella linea giacciono tutte le capitali dei vecchi stati dell’Europa Centrale ed Orientale. Varsavia, Berlino, Praga, Vienna, Budapest, Belgrado, Bucarest e Sofia; tutte queste famose città e le popolazioni attorno ad esse, giacciono in quella che devo chiamare sfera Sovietica, e sono tutte soggette, in un modo o nell’altro, non solo all’influenza Sovietica ma anche a una altissima e in alcuni casi crescente forma di controllo da Mosca.

Il discorso pronunciato da Curchill, con il consenso del presidente americano Truman, rese famosa l’espressione “Cortina di ferro” soprattutto nel mondo occidentale, come metafora della divisione del mondo in due blocchi.

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5 febbraio 1949 – Critiche americane al “Piano Fanfani”

Logo Ina Casa
Logo Ina Casa

Il 5 febbraio 1949 venne pubblicato il cosiddetto “Rapporto Hoffman” sull’impiego delle risorse del Piano Marshall, evidenziando sprechi e incongruenze nell’impiego delle somme messe a disposizione degli americani. Paul G. Hoffman era amministratore dell’ECA (Economic Cooperation Administration) e responsabile dell’utilizzo delle risorse del Piano Marshall.

Nello specifico, Hoffman criticava l’impiego degli aiuti nel “Piano Fanfani”, poi chiamato Piano Ina-Casa. Chiaramente, tale piano non era volto all’aumento degli acquisti e al rinvigorimento dell’economia italiana, come auspicato dagli Usa, bensì era rivolto a tutte quelle famiglie che, non potendo permettersi un’abitazione, erano soccorse dallo Stato. Con chiara impronta keynesiana, oltre alle abitazioni, si voleva abbassare il numero di disoccupati con l’impiego massiccio di lavoratori nell’edilizia.

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31 Dicembre 1961 – Cessa ufficialmente il Piano Marshall

Manifesto Piano MarshallAlla fine del secondo conflitto mondiale, l’Europa intera, con poche eccezioni, era ridotta ad un cumulo di macerie. La rinascita, era evidente, passava attraverso un intervento diretto e sistematico degli Stati Uniti, l’unico paese in grado di finanziare dei programmi credibili di ricostruzione.

Il Segretario di Stato statunitense George Marshall espose le sue linee programmatiche sulla ricostruzione in un celebre discorso il 5 Giugno 1947 presso l’Università di Harvard. Marshall affermò che senza l’aiuto americano il continente europeo avrebbe proseguito un percorso di deterioramento dalle conseguenze gravissime. Chiedeva alle controparti europee, inoltre, di elaborare un programma di richieste specifiche sulle necessità della ricostruzione.Tali richieste vennero poi elaborate nel corso della Conferenza di Parigi del Luglio successivo.

Il programma di aiuti European Recovery Program istituito nell’Aprile 1948 , noto come Piano Marshall, contribuì in maniera fondamentale ed imprescindibile al processo di rinascita economica europea. Alla sua conclusione, attraverso il piano, erano stati  versati dagli USA agli stati europei circa 12 miliardi di dollari che avevano sostenuti le econome degli stati europei attraverso un delicato processo di transizione.

27 Dicembre 1947 – Enrico De Nicola promulga la Costituzione della Repubblica Italiana

Enrico De Nicola firma la Costituzione alla presenza di Alcide De Gasperi e Umberto TerraciniApprovata dall’Assemblea Costituente il 22 Dicembre 1947, la Costituzione della Repubblica Italiana venne promulgata dal Capo dello Stato provvisorio Enrico De Nicola il 27 Dicembre successivo. Lo stesso giorno, il testo della Costituzione venne pubblicato nell’edizione speciale della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Sorta dalla ceneri del ventennio fascista e dalle distruzioni fisiche e morali del secondo conflitto mondiale, la Costituzione rappresentò un momento di unità e condivisione di un paese che tentava di rinascere e riscoprirsi dopo il buio bellico.

Non a caso, pertanto, la Costituzione si caratterizza come mezzo di compromesso delle diverse forze politiche presenti in Costituente e si pone all’avanguardia in merito alle categorie dei diritti contemplati e tutelati. Un parlamentarismo forte sarebbe stato, nell’idea dei padri costituente, il metodo più efficace per la rinascita di governi autoritari.

22 Dicembre 1947- Approvata la Costituzione della Repubblica Italiana

firma-costituzione-italiana_54_3618Con la proclamazione del Regno d’Italia, la concessione e l’estensione dello Statuto Albertino nel 1861, si aprì il lungo percorso che portò all’approvazione della Costituzione della Repubblica Italiana il 22 dicembre 1947. La concessione dello Statuto nel Regno di Sardegna sancì il passaggio da monarchia assoluta a monarchia costituzionale. Esso rimarrà in vigore fino al 2 giugno 1946, giorno in cui con il Referendum Istituzionale, per la prima volta a suffragio universale femminile e maschile, il popolo scelse la forma di Stato dell’ Italia. Parallelamente al referendum si svolsero le elezioni dell’ Assemblea Costituente ( 556 deputati, i quali redassero una nuova Costituzione che andò a sostituire lo Statuto Albertino). Eletta con il sistema elettorale proporzionale i suoi compiti erano: il voto di fiducia al governo, l’ approvazione delle leggi di bilancio, la ratifica dei trattati internazionali, assegnare al Governo le funzioni legislative. Dopo l’approvazione da parte dell’ Assemblea (453 voti a favore) Enrico de Nicola promulgò la Costituzione che entrò in vigore il 1° Gennaio 1948.