28 Marzo 1939 – Fine della guerra civile spagnola. Franco al potere.

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La guerra civile in Spagna (1936-1939) rappresentò un evento di fondamentale importanza nell’Europa degli anni ’30. Dal Febbraio del 1936 la Spagna  era governata da un Fronte Popolare che aveva avviato importanti riforme economiche e sociali. Tale governo, tuttavia, si scontrava con l’aperta ostilità degli ambienti di destra, ed in particolar modo dell’esercito.

La sollevazione militare contro il governo legittimo cominciò nel Marocco Spagnolo nell’estate successiva. Alla testa del “pronunciamento” stava il generale Francisco Franco. La Spagna si divise in due ed una cruenta guerra civile fu il risultato di tale divisione.

La guerra civile spagnola pur rimanendo un conflitto circoscritto ad un solo paese ebbe importanti ripercussioni internazionali. Le fazioni che si combattevano, infatti, fornivano una chiara immagine dei due campi che sempre più nitidamente si andavano a definire in Europa in quegli anni: il fascismo e l’antifascismo.

Se da un punto di vista formale venne ribadita la politica del non intervento, in realtà, tutti i maggiori paesi europei si affrettarono ad inviare aiuti militari ed economici alle due parti in lotta. Mussolini ed Hitler inviarono truppe in Spagna per sostenere le forze falangiste di Franco, mentre l’esercito repubblicano venne aiutato da brigate internazionali di volontari (tra gli italiani andati a combattere la cause repubblicana ricordiamo, tra gli altri, Luigi Longo, Giuseppe di Vittorio, Pietro Nenni e Carlo Rosselli).

Dopo tre anni di guerra civile il fronte repubblicano dovette cedere. Il 28 Marzo 1939 Franco divenne il  padrone incontrastato della Spagna dando il via ad una trentennale dittatura fascista.

La guerra civile spagnola provocò circa un milione e mezzo di vittime.

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27 Marzo 2000 – Vladimir Putin Presidente della Federazione Russa

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Il 27 Marzo 2000 Vladimir Putin divenne Presidente della Federazione Russa. Designato come successore di Boris Eltsin nel corso del 1999, Putin seppe vincere le elezioni russe presentandosi come l’uomo nuovo che avrebbe risolto la profonda crisi economica che aveva notevolmente abbassato gli standard di vita della popolazione russa.

L’arrivo di Putin al Cremlino segnò indubbiamente un cambiamento delle politica russa non solo dal punto di vista interno, ma anche per quel che riguarda la politica estera. La Federazione Russa, infatti, dal 2000 cercò di riaffermarsi come attore forte dello scenario politico internazionale. Con Putin, infatti, Federazione Russa tornerà ad assumere un ruolo di primo piano nei fori internazionali e per la gestione delle questioni globali, emergendo come un attore indipendente ed imprevedibile negli affari internazionali.

Putin mantenne la carica di Presidente fino al 2008, per diventare Primo Ministro fino al 2012 (con Dmitrij Medvedev Presidente), e tornare alla presidenza dopo le elezioni del  Maggio 2012. In questa maniera Putin si è assicurato la continuità del suo potere per oltre 15 anni.

26 Marzo 1871- La Comune di Parigi

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Dopo la sconfitta di Sedan per mano delle forze prussiane (1 Febbraio 1870), la situazione politica in Francia divenne gravissima.

Un gruppo di insorti proclamò la Repubblica costituendo un governo di “difesa nazionale” allo scopo di proseguire la guerra contro la Prussia. Nel Gennaio 1871, tuttavia, i prussiani vinsero definitivamente la guerra ed imposero durissime condizioni di pace alla Francia.

Esasperate dalla situazione economica e politica, nel Marzo seguente, le masse parigine diedero vita ad un insurrezione ed in poco tempo si impadronirono di Parigi dando vita ad un esperienza politica unica (la Comune di Parigi) che il 26 Marzo elesse il proprio governo rivoluzionario. La bandiera della Comune era quella rossa e l’inno ufficiale La Marsigliese.

I mesi di vita della Comune videro l’attuazione di provvedimenti alquanto rivoluzionari per l’epoca:  eliminazione dell’esercito, separazione tra Stato e Chiesa, istruzione obbligatoria e gratuita, elezione diretta dei magistrati ed abbassamento dei salari dei funzionari pubblici al livello di quello degli operai.

La comune durò fino al 28 Maggio 1871, quando fu repressa ed abbattuta con ferocia dall’esercito del governo francese di Versailles aiutato dalle armate prussiane.

 

25 Marzo 1957 – Trattati di Roma

images (5)A partire dal 1955 il processo di integrazione europea subì un forte slancio grazie all’influenza, in particolare modo, di Jean Monnet, del ministro degli esteri belga Paul -Henri Spaak, e di quello della Germania federale Walter Hallstein. L’obiettivo era quello di porre in comune l’uso e lo sviluppo dell’energia atomica tra i paesi europei e creare un mercato comune europeo.

Dopo gli incontri preparatori di Messina e  Venezia, un rapporto presentato da un comitato di esperti presieduto da Spaak sosteneva che bisognava istituire una “Comunità economica europea” ed una “Comunità europea dell’energia atomica”.

Il 25 Marzo 1957, a Roma, vennero firmati i Trattati che istituivano la Comunità Economica Europea e l’Euratom. I paesi contraenti erano: Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Gli organismi preposti al funzionamento delle due comunità erano la Commissione (con lo scopo di definire le politiche), il Consiglio dei Ministri (in cui i governi decidevano all’unanimità e, quindi, con diritto di veto), un Assemblea Parlamentare di 142 membri (eletti dai rispettivi parlamenti nazionali) ed, infine, una Corte di Giustizia.

I Trattati di Roma vennero rapidamente ratificati dai parlamenti nazionali ed il mercato comune entrò in funzione il primo Giugno del 1959.

24 Marzo 1999 – Intervento NATO in Kosovo

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Dopo lo smembramento della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, i Kosovari albanesi affermarono la causa della loro indipendenza attraverso la creazione dell’Esercito di liberazione del Kosovo (UCK). Dal 1996 al 1999 la lotta tra gli indipendentisti ed i serbi si trasformò in una violentissima guerra civile.

Gli accordi diplomatici stabiliti negli incontri di Rambouillet, del Febbraio 1999, prevedevano la creazione di una situazione provvisoria di tre anni al termine dei quali i kosovari avrebbero scelto di optare per l’indipendenza o per l’autonomia regionale all’interno della Repubblica Federativa di Jugoslavia (Serbia). Era evidentemente una soluzione che non poteva essere accettata dalla Serbia ed dal suo leader, Slobodan Miloševic.

L’impossibilità di proseguire nei negoziati e la gravissima situazione umanitaria che si era,nel frattempo, venuta  a creare nella regione spinsero i membri della NATO a passare all’uso della forza. Il 24 Marzo 1999 forze NATO attaccarono le postazioni militari jugoslave dando il via all’intervento dell’Organizzazione in Kosovo.

L’intervento della NATO poneva, tuttavia, non pochi problemi dal punto di vista della legittimità. Era stato, innanzitutto compiuto in violazione  degli artt. 5 e 6 del Patto Atlantico mancando, nella fattispecie, un attacco contro uno dei paesi firmatari. L’intervento, inoltre, non era stato autorizzato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza, adottata nel Giugno successivo, autorizzava la presenza di una forza internazionale civile (UNMIK) e militare (KFOR).

23 Marzo 1944 – Attentato di Via Rasella

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Dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943 e la conseguente fuga del re e del governo, Roma divenne il teatro di una lotta senza quartiere contro i tedeschi che però, ben presto, riuscirono ad occupare tutta la città. Da quel momento Roma fu schiacciata dall’oppressione dell’occupante tedesco e dai possibili attacchi da cielo compiuti dagli Alleati. Le formazioni partigiane antifasciste subirono dei duri attacchi e solo i Gruppi di Azione Patriottica (GAP) mantennero delle capacità operative rilevanti.

Il 23 Marzo 1944 (XXV anniversario della fondazione dei fasci di combattimento) i GAP centrali al comando di Carlo Salinari (Spartaco) e Franco Calamandrei (Cola) fecero esplodere un  ordigno in Via Rasella mentre transitava un convoglio delle SS composto da 156 uomini. L’attacco uccise 32 SS ferendone altre 110. Tra le vittime vi furono anche due civili.

Le conseguenze dell’attentato di Via Rasella furono gravissime. I tedeschi, infatti, diedero via ad un’azione di rastrellamento senza precedenti arrestando centinaia di civili che si trovavano nelle vicinanze del luogo dell’attentato.

Il giorno successivo, i tedeschi uccisero 335 italiani alle Fosse Ardeatine.

22 Marzo 1945 – Nasce la Lega Araba

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La creazione di una lega che riunisse i paesi arabi era  un’idea elaborata negli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale. Nel corso della seconda guerra mondiale gli inglesi, che controllavano parte del medio oriente attraverso il regime dei mandati, incoraggiarono gli sforzi che alcuni paesi arabi stavano compiendo per unirsi in un’organizzazione che li rappresentasse.

Il 22 Marzo 1945 al Cairo, in Egitto, i rappresentanti di Arabia Saudita, Egitto, Iraq, Libano, Siria e Transgiordania firmarono la Carta istitutiva della Lega Araba  a cui si aggiunse, qualche settimana più tardi, lo Yemen.

Obiettivo della Lega Araba era quella di occuparsi degli interessi dei paesi arabi e stabilire tra di essi una cooperazione finanziaria, economica, sociale e culturale. Lo stesso giorno della sua creazione la Lega Araba si pronunciò a favore della creazione di uno Stato arabo in Palestina e a sostegno dell’indipendenza degli arabi del Nord Africa.

Oggi la Lega Araba è composta da 22 Stati membri: Giordania, Emirati Arabi: Bahrein, Tunisia, Algeria, Gibuti, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Somalia, Iraq, Oman, Palestina, Qatar, Comore, Kuwait, Libano, Libia, Egitto, Marocco, Mauritania, Yemen. Lo status di membro della Siria è attualmente sospeso.

21 Marzo 1960 – Massacro di Sharpeville

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Il 21 Marzo 1960, a Sharpeville in Sudafrica, la polizia sparò su una folle di manifestanti di colore riunitasi per manifestare pacificamente contro la politica dell’apartheid uccidendo 72 persone e ferendone 180.

A scatenare la protesta, qualche giorno prima, fu l’adozione da parte del governo sudafricano della cosiddetta “legge del lasciapassare” che imponeva ai cittadini sudafricani neri di dover esibire uno speciale permesso se fossero stati fermati dalla polizia in una zona riservata ai bianchi.

La mattina del 21 Marzo, pertanto, una folla di dimostranti ( tra 5000 e 7000 persone) si recò presso la stazione di polizia di Sharpeville chiedendo di essere arrestati perché sprovvisti di lasciapassare. Quando la polizia aprì il fuoco venne compiuta una carnefice tanto inutile quanto crudele.

Il massacro di Sharpeville contribuì ad alimentare l’escalation della tensione tra neri e bianchi. Subito dopo i fatti del 21 Marzo, infatti, vennero arrestate oltre 18000 persone ed il 30 Marzo venne introdotta la legge marziale in tutto il paese.

La risoluzione 134 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, approvata nell’Aprile seguente, condannò in maniera risoluta l’azione del governo sudafricano rafforzando l’isolamento internazionale di quest’ultimo che non garantiva e continuò a non garantire a lungo l’autodeterminazione del popolo nero del paese.

 

20 Marzo 1994 – Ilaria Alpi e Miran Hrovatin uccisi a Mogadiscio

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Il 20 Marzo 1994 a Mogadiscio in Somalia, la giornalista Rai Ilaria Alpi venne uccisa insieme all’operatore Miran Hrovatin. I due si trovavano in Somalia per documentare le operazioni di reimbarco dei marines americani e l’emergenza umanitaria che affamava il paese. Parallelamente, tuttavia, indagavano su un presunto traffico di armi e di rifiuti tossici in atto in Somalia, compiuto con la supposta connivenza di organizzazioni internazionali e sotto la copertura della missione umanitaria internazionale.

Secondo le perizie balistiche i colpi di Kalashnikov sparati erano indirizzati proprio ai due giornalisti. Questo fece escludere che la morte di Ilaria Alpi e  Miran Hrovatin fosse stato un incidente e gettò una luce sinistra sull’intera vicenda.

Nel 2006 la Commissione d’inchiesta parlamentare, costituita per indagare sulla questione, concluse i suoi lavori presentando tre relazioni contrastanti e, nonostante nel 2001 il somalo Hashi Omar Hassan fu condannato per l’omicidio, le circostanze ed il movente dell’assassinio della Alpi e di Hrovatin restano ancora in gran parte oscuri.

19 Marzo 1958 – Prima seduta dell’Assemblea parlamentare europea

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L’Assemblea parlamentare europea venne concepita nel Trattato di Roma (25 Marzo 1957) come organo rappresentativo con funzioni puramente consultive, composto da 142 membri eletti dai parlamenti nazionali degli Stati membri.

Il 19 Marzo 1958,  a Strasburgo, presieduta da Robert Schuman, si riunì per la prima volta l‘Assemblea parlamentare europea. L’Assemblea nel 1962 ha assunto con propria deliberazione la denominazione di Parlamento europeo e dal 1979 è eletta a suffragio universale con scadenza quinquennale.

Nata, come detto, con funzioni puramente consultive l’Assemblea prima ed il Parlamento poi ha visto inesorabilmente ampliare i proprio poteri. Sopratutto dopo il 1979, infatti, il Parlamento è stato visto come l’unico organo comunitario formato dalla volontà diretta dei cittadini europei e, pertanto, in grado di attenuare quel deficit democratico da sempre rimproverato all’architettura istituzionale comunitaria.

Il Trattato di Lisbona, da ultimo, ha ulteriormente rafforzato i poteri ed il prestigio del parlamento. La procedura di codecisione, in cui il Parlamento dispone di un ampio potere nella formazione della legislazione comunitaria, viene ribattezzata come procedura legislativa ordinaria. L’art. 10 par. 2 del Trattato sull’Unione Europea, inoltre, riconosce il ruolo politico fondamentale del Parlamento affermando che ” i cittadini sono direttamente rappresentati a livello dell’Unione nel Parlamento europeo”.

 

18 Marzo 1848 – Le cinque giornate di Milano

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Agli inizi del 1848 la situazione tra austriaci e milanesi era tesissima. L’arrivo in città della notizie sulla rivoluzione parigina prima e sull’insurrezione di Vienna poi, rappresentò la scintilla che fece scoppiare la rivolta.

Il 18 Marzo 1848 le proteste si trasformarono in un assalto agli austriaci. Era il primo dei  giorni di rivolta passati alla storia come le “cinque giornate di Milano“. Di fronte ai moti popolari gli austriaci erano impreparati e dovettero fuggire da Milano per ritirarsi nelle fortezze del Quadrilatero (Mantova, Legnano, Verona e Pescheria) mentre a Venezia, negli stessi giorni, Daniele Manin proclamava la Repubblica.

Rispondendo agli appelli pressanti giunti da Milano, Carlo Alberto di Sardegna, sebbene fosse personalmente restio a sostenere rivoluzioni popolari, dichiarò guerra all’Austria. Le cinque giornate di Milano sembrarono allora il primo passo nella realizzazione del sogno di unificare l’Italia.
Ben presto, tuttavia, gli austriaci riorganizzate le forze passarono al contrattacco. Sotto la guida del Maresciallo Radetzky ripresero saldamente in mano la situazione sconfiggendo i piemontesi (24 Luglio)  e riconquistando Milano.

 

17 Marzo 1981 – Scoperta della Loggia Massonica P2

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Nel 1981 l’attenzione dell’opinione pubblica italiana fu rivolta alla scoperta dell’esistenza di una loggia massonica eversiva denominata  Propaganda 2 (P2). Alla testa di tale loggia  era Licio Gelli che, presumibilmente, stava cercando di costruire una rete segreta di controllo ai più alti livello dello Stato. Gli obiettivi precisi della P2, tuttavia, risultano ancora alquanto oscuri.

Il 17 Marzo 1981 a Villa Wanda, residenza del Gelli, venne rinvenuta una lista con i nomi di tutti i 932 adepti della loggia. Tra essi comparivano anche nomi illustri dell’imprenditoria, della politica e dell’amministrazione statale. Quando la lista fu resa pubblica, due mesi dopo, provocò un vero e proprio terremoto politico, consideranto anche il fatto che tra gli iscritti alla P2 risultassero anche due Ministri  e 5 sottosegretari del governo allora in carica.

La Commissione parlamentare d’inchiesta Anselmi, creata il 9 Dicembre 1981, ha sostenuto che la Loggia P2 fosse un’organizzazione criminale ed eversiva, disponendone lo scioglimento attraverso la legge  n. 17 del 25 gennaio 1982.