18 Marzo 1848 – Le cinque giornate di Milano

Le-cinque-giornate-di-Milano

Agli inizi del 1848 la situazione tra austriaci e milanesi era tesissima. L’arrivo in città della notizie sulla rivoluzione parigina prima e sull’insurrezione di Vienna poi, rappresentò la scintilla che fece scoppiare la rivolta.

Il 18 Marzo 1848 le proteste si trasformarono in un assalto agli austriaci. Era il primo dei  giorni di rivolta passati alla storia come le “cinque giornate di Milano“. Di fronte ai moti popolari gli austriaci erano impreparati e dovettero fuggire da Milano per ritirarsi nelle fortezze del Quadrilatero (Mantova, Legnano, Verona e Pescheria) mentre a Venezia, negli stessi giorni, Daniele Manin proclamava la Repubblica.

Rispondendo agli appelli pressanti giunti da Milano, Carlo Alberto di Sardegna, sebbene fosse personalmente restio a sostenere rivoluzioni popolari, dichiarò guerra all’Austria. Le cinque giornate di Milano sembrarono allora il primo passo nella realizzazione del sogno di unificare l’Italia.
Ben presto, tuttavia, gli austriaci riorganizzate le forze passarono al contrattacco. Sotto la guida del Maresciallo Radetzky ripresero saldamente in mano la situazione sconfiggendo i piemontesi (24 Luglio)  e riconquistando Milano.

 

Annunci

14 Marzo 1848 – Papa Pio IX emana la Costituzione Vaticana

images (1)

Il 1848 vide l’esplosione di una serie di moti insurrezionali che colpirono l’Europa intera. Anche lo Stato Pontificio fu percorso da tale processo.  Fin dal 1846 l’elezione al pontificato di Papa Pio IX e le timide riforme da lui introdotte avevano suscitato le speranza dei liberali italiani.

Il 14 Marzo 1848 nella basilica romana di Santa Maria Maggiore papa Pio IX emanò lo statuto “Nelle istituzioni”  che concedeva un diritto di rappresentanza ai sudditi e conteneva lo “Statuto fondamentale pel Governo temporale degli Stati di Santa Chiesa.”

L’azione riformatrice tentava dal pontefice non ebbe, tuttavia, successo. Dopo l’uccisione del suo primo ministro, il Conte Rossi, Pio IX si rifugiò a Gaeta sotto protezione napoletana e Roma cadde nelle mani degli elementi più radicali della rivolta che nel Febbraio successivo proclamarono la Repubblica romana retta da un triumvirato di cui faceva parte, tra gli altri, Giuseppe Mazzini.

10 Dicembre 1848 – Luigi Napoleone Bonaparte Presidente della Repubblica Francese

bonaparteI moti insurrezionali del 1848 a Parigi portarono all’abolizione della Monarchia di Luglio ed all’instaurazione di una Repubblica. Sulla natura da dare a tal Repubblica, tuttavia, non esisteva un consenso unanime. La Costituzione adottata nel Novembre prevedeva un potere legislativo unicamerale ed un presidente ad elezione popolare. La data delle elezioni presidenziali venne stabilita per il 10 Dicembre successivo.

Si presentavano come candidati il poeta Alphonse de Lamartine, rappresentante l’ala conservatrice della rivoluzione ed il generale Louis Eugène Cavaignac, di tendenze repubblicane moderate. All’ultimo momento nella competizione entrò Luigi Napoleone Bonaparte, inserendo la forza politica mai sopita ed inarrestabile dell’eredità napoleonica.

Il Bonaparte si dimostrò abilissimo nella conduzione della campagna elettorale, facendo intendere la sua volontà, spesso contraddittoria, di voler accontentare tutti. Il risultato delle urne gli diede un incredibile successo: oltre 5 milioni di voti contro il milione e mezzo di Cavaignac e le 18 mila preferenze di Lamartine. Il successivo 20 dicembre Luigi Napoleone Bonaparte diventò il primo Presidente dalla Seconda Repubblica francese.

L’elezione di Luigi napoleone fu considerata come una vittoria delle forze dell’ordine, e pur tuttavia non vi era alcun dubbio che l’eredità napoleonica rappresentava un’incognita per le cancellerie del Concerto europeo che tanto temevano il revival di una politica estera francese aggressiva.

Luigi Napoleone pose fine alla Seconda Repubblica tre anni dopo, il 2 Dicembre 1851, con un colpo di stato attraverso cui proclamò l’Impero assumendone il controllo con il nome di Napoleone III.