22 Marzo 1945 – Nasce la Lega Araba

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La creazione di una lega che riunisse i paesi arabi era  un’idea elaborata negli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale. Nel corso della seconda guerra mondiale gli inglesi, che controllavano parte del medio oriente attraverso il regime dei mandati, incoraggiarono gli sforzi che alcuni paesi arabi stavano compiendo per unirsi in un’organizzazione che li rappresentasse.

Il 22 Marzo 1945 al Cairo, in Egitto, i rappresentanti di Arabia Saudita, Egitto, Iraq, Libano, Siria e Transgiordania firmarono la Carta istitutiva della Lega Araba  a cui si aggiunse, qualche settimana più tardi, lo Yemen.

Obiettivo della Lega Araba era quella di occuparsi degli interessi dei paesi arabi e stabilire tra di essi una cooperazione finanziaria, economica, sociale e culturale. Lo stesso giorno della sua creazione la Lega Araba si pronunciò a favore della creazione di uno Stato arabo in Palestina e a sostegno dell’indipendenza degli arabi del Nord Africa.

Oggi la Lega Araba è composta da 22 Stati membri: Giordania, Emirati Arabi: Bahrein, Tunisia, Algeria, Gibuti, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Somalia, Iraq, Oman, Palestina, Qatar, Comore, Kuwait, Libano, Libia, Egitto, Marocco, Mauritania, Yemen. Lo status di membro della Siria è attualmente sospeso.

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13 Febbraio 1945 – Bombardamento di Dresda

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La sera del 13 Febbraio del 1945 ebbe inizio un violento bombardamento da parte delle forze alleate nella città di Dresda, capoluogo della Sassonia. I bombardamenti durarono tre giorni e rasero al suolo la città. I danni furono incalcolabili ed il numero delle vittime impressionante. Secondo alcune stime, infatti, nel corso dei bombardamenti persero la vita oltre 20.000 persone, mentre secondo altre il numero delle vittime era decisamente superiore. Una recente inchiesta portata avanti dalle autorità di Dresda nel 2010 ha stabilito che il numero dei morti nel corso dei bombardamenti si aggira tra le le 22.700 e le 25.000 unità

Il bombardamento di Dresda rappresentò uno degli eventi più sanguinosi e tragici del secondo conflitto mondiale. L’obiettivo primario delle forze alleate era quello di distruggere le vie di comunicazione e di rifornimento delle forze naziste ma il risultato di tale operazione, per distruzioni ed uccisioni, fu incredibilmente tragico.

Il bombardamento di Dresda costituisce il tema centrale del romanzo Mattatoio n.5 dello scrittore statunitense Kurt Vonnegut che, fatto prigioniero dai tedeschi, si trovava proprio nella città durante il bombardamento.

27 Gennaio 1945 – I russi entrano ad Auschwitz

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Dalla fine del 1944 era chiaro che la Germani nazista era destinata alla sconfitta. L’avanza sovietica da oriente risultava inarrestabile. Il 12 Gennaio 1945 l’armata rossa sferrò l’offensiva finale, approfittando anche del fatto che i tedeschi in quel momento fossero impegnati nella controffensiva delle Ardenne.

Nel corso di quel Gennaio la Polonia fu completamente liberata. Il 27 Gennaio 1945 i sovietici entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz liberando i prigionieri che vi erano ancora presenti. Ben presto le atrocità e gli orrori dei campi di sterminio nazisti vennero mostrati al mondo intero. Campi come quelli di Auschwitz erano stati il teatro di una vera e propria organizzazione scientifica dello sterminio di massa.

Ecco come lo storico delle relazioni internazionali Jean Baptiste Duroselle descrisse la realtà dei campi di concentramento: ” …camere a gas che all’apparenza sembravano docce, forni crematori dove, senza interruzione, bruciavano le migliaia di cadaveri quotidiani. Quando si pensa che sei milioni di ebrei furono sterminati dai nazisti ci si rende conto che l’ <Europa Nuova> di Hitler poggiava sulla negazione di ogni umanità, in modo fino allora sconosciuto nella storia del mondo. Le circostanze accessorie accrescono questa impressione di orrore: esperimenti biologici su esseri umani, recupero di abiti che venivano rivenduti nelle cooperative tedesche, nonché dei denti d’oro e delle fedi matrimoniali, concimazione delle terre con le ceneri delle vittime..”

Il 27 Gennaio ricorre la Giornata Mondiale della Memoria, per ricordare le vittime dell’olocausto nel giorno della liberazione di Auschwitz.

20 novembre 1945 – Inizia il processo di Norimberga

Il 20 novembre 1945 si apriva a Norimberga il processo messo in piedi dagli Alleati per giudicare i criminali nazisti. In realtà i processi di Norimberga furono 13, ma quello che fece più scalpore nell’opinione pubblica internazionale fu il primo, durante il quale si giudicarono i gerarchi nazisti superstiti. Si scelse Norimberga proprio perché fu la città simbolo del nazional-socialismo. La presidenza del processo fu affidata a Lord Geoffrey Lawrence, mentre Robert H. Jackson fu il pubblico ministero, sotto indicazione diretta del presidente Truman. Il procedimento penale terminò l’1 ottobre 1946.

Il processo di Norimberga creò un lungo dibattito sulla legittimità giuridica del processo stesso, in quanto furono i vincitori a giudicare i vinti. Da questo punto di vista, il processo rappresentò anche una evoluzione del diritto internazionale, dando origine all’esigenza di una corte penale internazionale, che fu effettivamente creata 50 anni dopo.

I capi di accusa furono:

  1. Cospirazione, cioè la progettazione di un piano comune per l’esecuzione degli altri tre crimini successivi.
  2. Crimini contro la pace, per essere stati a capo dell’aggressione contro altri Stati, scatenando la Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, commisero la violazione di ben trentaquattro trattati internazionali.
  3. Crimini di guerra, per tutta una serie di violazioni del diritto internazionale bellico della Convenzione dell’Aja, per esempio attraverso i trattamenti disumani nei confronti di popolazioni civili e prigionieri di guerra (torture, schiavitù, saccheggi ecc.).
  4. Crimini contro l’umanità, per aver commesso atti di estrema atrocità nei confronti di avversari politici, minoranze razziali e d’interi gruppi etnici (il genocidio degli ebrei).

Folto il banco degli imputati:

  • Dönitz Karl, grande ammiraglio, fu il successore di Hitler; alla sua morte costituì un governo che ebbe come compito principale quello di firmare la resa (il 7 maggio 1945). Imputato dei capi d’accusa 1, 2 e 3, fu condannato per i capi d’accusa 2 e 3 a 10 anni di reclusione.
  • Frank Hans, avvocato, dal 1939 fu governatore della Polonia controllata dai nazisti. Imputato dei capi d’accusa 1, 3 e 4.
  • Frick Wilhelm, ex ministro degli Interni del Reich. Imputato per i capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Fritzsche Hans, giornalista; dal maggio del 1933 direttore delle informazioni presso il servizio stampa del ministero della propaganda, fu soprattutto accusato come “fantasma” del suo superiore, Goebbels, il ministro della propaganda del Reich. Imputato dei capi d’accusa 1, 3 e 4.
  • Funk Walter, ministro dell’economia del Reich e dal 1939 presidente della Deutsche Reichsbank (banca centrale del Reich). Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Göring Hermann, il “numero due” della Germania, il personaggio più importante del nazismo al processo. Goring, come ministro dell’interno della Prussia, istituì il “Geheimes Staatspolizeiamt” che successivamente divenne la GeStaPo, potente polizia segreta del regime; dopo il successo nelle elezioni del ’30 venne nominato Presidente del Reichstag, quindi Feldmaresciallo, comandante della Luftwaffe e uno dei principali artefici della potenza militare tedesca, facendo mobilitare tutte le forze economiche dello Stato per il riarmo. Partecipò nella pianificazione delle guerre di aggressione in violazione del Trattato di Versailles e degli altri accordi e trattati internazionali. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Hess Rudolf, dal 1933 fu il vice ed il segretario del Führer presso il partito nazista. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Jodl Alfred, generale di corpo d’armata. Capo delle operazioni militari e consulente di Hitler. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Kaltenbrunner Ernst, capo dei servizi di sicurezza del Reich. Imputato dei capi d’accusa 1, 3 e 4.
  • Keitel Wilhelm, capo di Stato maggiore delle forze armate. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Neurath von Konstantin, primo ministro degli esteri di Hitler e poi protettore del Reich per la Boemia e la Moravia. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Papen von Franz, vicecancelliere nel primo gabinetto Hitler del 1933, successivamente ambasciatore a Vienna ed Ankara. Imputato dei capi d’accusa 1 e 2.
  • Raeder Erich, comandante supremo della marina militare. Imputato dei capi d’accusa 1, 2 e 3.
  • Ribbentrop von Joachim, dal 1938 al 1945 ministro degli esteri del Reich, fu protagonista del Patto nazi-sovietico del 1939 (conosciuto pure come Molotov-Ribbentrop), i cui protocolli segreti fissavano la spartizione dell’Europa centro-orientale tra Germania ed Unione Sovietica. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Rosenberg Alfred, ministro del Reich per le zone di occupazione nell’Europa orientale. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Sauckel Fritz, procuratore generale di Hitler come responsabile per i lavori forzati in Germania di manodopera straniera. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Schacht Horace Greely Hjalmar, banchiere, presidente della Reichsbank e ministro dell’economia. Dal 1944 nel campo di concentramento di Flossenbürg. Imputato dei capi d’accusa 1 e 2.
  • Schirach von Baldur, ex capo della gioventù hitleriana e governatore del distretto di Vienna. Imputato dei capi d’accusa 1 e 4.
  • Seyss-Inquart Arthur, avvocato, governatore del Reich per i territori occupati nei Paesi Bassi. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Speer Albert, architetto, ministro del Reich per l’armamento e le munizioni. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.
  • Streicher Julius, insegnante elementare, fu il violento propagandista della persecuzione degli ebrei. Fondò nel 1923 il settimanale “Der Stürmer” del quale restò proprietario e direttore fino al 1945. Imputato dei capi d’accusa 1 e 4.

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16 Ottobre 1945 – Fondazione della FAO

Il 16 Ottobre 1945  viene fondata la FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations). Essa nasce in Canada a Città del Quebec e dal 1951 la sua sede passa da Whasington a Roma. Il direttore generale dell’organizzazione è il brasiliano Josè Graziano da Silva eletto nel 2011.

Il mandato della FAO consiste nel migliorare la produttività agricola, aumentare i livelli di nutrizione, migliorare la vita dei popoli sottosviluppati e contribuire alla crescita dell’economia mondiale. Formata da otto dipartimenti, gli stati che hanno aderito sono 191 più l’Unione Europea.

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