31 Dicembre 1961 – Cessa ufficialmente il Piano Marshall

Manifesto Piano MarshallAlla fine del secondo conflitto mondiale, l’Europa intera, con poche eccezioni, era ridotta ad un cumulo di macerie. La rinascita, era evidente, passava attraverso un intervento diretto e sistematico degli Stati Uniti, l’unico paese in grado di finanziare dei programmi credibili di ricostruzione.

Il Segretario di Stato statunitense George Marshall espose le sue linee programmatiche sulla ricostruzione in un celebre discorso il 5 Giugno 1947 presso l’Università di Harvard. Marshall affermò che senza l’aiuto americano il continente europeo avrebbe proseguito un percorso di deterioramento dalle conseguenze gravissime. Chiedeva alle controparti europee, inoltre, di elaborare un programma di richieste specifiche sulle necessità della ricostruzione.Tali richieste vennero poi elaborate nel corso della Conferenza di Parigi del Luglio successivo.

Il programma di aiuti European Recovery Program istituito nell’Aprile 1948 , noto come Piano Marshall, contribuì in maniera fondamentale ed imprescindibile al processo di rinascita economica europea. Alla sua conclusione, attraverso il piano, erano stati  versati dagli USA agli stati europei circa 12 miliardi di dollari che avevano sostenuti le econome degli stati europei attraverso un delicato processo di transizione.

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17 dicembre 1961 – Muore Giuseppe Bastianini

Giuseppe BastianiniGiuseppe Bastianini fu un politico e diplomatico italiano. Nato nel 1899, fu membro della prima ora del Partito fascista, ebbe un ruolo di prim’ordine nell”elaborazione della dottrina fascista e nell’organizzazione della marcia su Roma. Dal 1922 al 1923 si occupò soprattutto dell’organizzazione dei fasci all’estero. Fece parte del Gran Consiglio del fascismo (1922-26). Eletto deputato nelle elezioni dell’aprile 1924 per il collegio di Perugia, svolse una notevole attività giornalistica e pubblicistica

Finalmente, nel 1927 Bastianini approda nel settore che gli è più affine: la diplomazia. Fu inviato prima a Tangeri e successivamente nel 1928 fu nominato ministro plenipotenziario a Lisbona. Il 1929 passò ad Atene e, infine, come ambasciatore a Varsavia dal nel 1932. Qui rimase quasi quattro anni gestendo l’ambasciata in maniera egregia in un momento abbastanza delicato (avvento al potere di Hitler in Germania, negoziati per il “patto a quattro”, osteggiato dalla Polonia, “patto orientale”, ecc.).

Fortemente convinto della politica del non intervento durante la Seconda Guerra Mondiale, come segnalato dallo stesso Ciano, Bastianini fu nominato ambasciatore a Londra nel 1939. Il nostro cercò un accordo tra Italia e Inghilterra sino alla dichiarazione di guerra dell’Italia (10 giugno 1940). Nel suo dispaccio del 29 marzo 1940 così scriveva a Ciano: “Né Chamberlain, né Halifax e nemmeno Churchill desiderano la guerra con l’Italia.” (I documenti diplomatici italiani, s. 9, III, Roma 1959, p. 554).

Conquistata con l’aiuto dei Tedeschi la Iugoslavia, il 7 giugno 1941 fu nominato governatore della Dalmazia (vedi Contributi multimediali). Come governatore, Bastianini si dimostrò nel complesso uomo capace e realista che seppe evitare inutili violenze. Inoltre, egli cercò per quanto possibile di aiutare le popolazioni locali e gli ebrei, rifiutando i metodi dei Tedeschi.

Nel 1943 fu improvvisamente nominato da Mussolini alla direzione della politica estera come sottosegretario agli Affari Esteri. Cercò di avvertire Mussolini dell’incapacità dell’esercito italiano di continuare la guerra e cercò di forgiare una politica di progressiva resistenza verso i tedeschi, cercando un rapporto paritario con l’alleato. A mano a mano che questi tentativi naufragavano, il suo atteggiamento verso i Tedeschi si faceva sempre più rigido. Inoltre, Bastianini si oppose alle richieste tedesche sulla consegna degli ebrei delle zone di occupazione italiane, riuscendo ad ottenere anche l’assenso di Mussolini. Pur non facente parte del Gran Consiglio del Fascismo, nella famosa riunione del 24 luglio 1943, Bastianini intervenne come inviato e prendendo la parola si schierò a favore dell’o.d.g. Grandi, convinto che si era avuto uno scollamento tra fascismo e la Nazione in un momento in cui l’unione di tutte le forze era vitale.

Nel 1944 fu nominato ambasciatore ad Ankara dal governo Badoglio, ma si mostrò contrario alla politica antifascista dell’esecutivo e, dunque, declinò. Sapendo di essere ricercato sia dalla questura di Perugia sia dai repubblichini, si rifugiò in Toscana e successivamente in Svizzera e infine in Calabria.

Terminato il conflitto, nel novembre 1947 fu processato dalla Corte d’Assise speciale di Roma e assolto. Lo stesso avvenne con la Commissione per le sanzioni contro il fascismo, mentre una richiesta iugoslava per processarlo come “criminale di guerra” non ebbe seguito. Inoltre, dopo un suo ricorso, gli fu riconosciuta l’indennità di ambasciatore a riposo.

Morì a Milano il 17 dicembre 1961.

Contributi multimediali.

Zara – L’arrivo del primo Governatore della Dalmazia S. E. Bastianini, 30 giugno 1941.