22 Ottobre 1964 – Sartre rifiuta il Premio Nobel per la Letteratura

Esistenza che si trasmuta in essenza. Nel 1964 il Premo Nobel per la letteratura venne assegnato al filosofo Jean Paul Sarte una delle menti più alte che il sanguinario ‘900 regalò all’umanità.

Sartre, tuttavia, rifiutò l’onorificenza, che mal si confaceva, a suo dire, al suo pensiero.

L’europa della catastrofe, l’Europa divisa in due rappresentava il contorno di un rifiuto che fece scalpore ma che risulta perfettamente comprensibile alla luce del contesto ideale ed ideologico che animava il filosofo francese.

La brama dell’azione, la necessità dell’importanza collettiva e, non da ultimo, la volontà di protestare contro il sempre più consistente intervento in Vietnam, spinsero Sartre a rifiutare uno degli onori più importanti dei nostri tempi.

La ragione ultima forse è possibile ritrovarla nelle sue stesse parole:

“È dunque questa, la Nausea: quest’accecante evidenza? Quanto mi ci son lambiccato il cervello! Quanto ne ho scritto! Ed ora lo so: io esisto — il mondo esiste — ed io so che il mondo esiste. Ecco tutto. Ma mi è indifferente. È strano che tutto mi sia ugualmente indifferente: è una cosa che mi spaventa. È cominciato da quel famoso giorno in cui volevo giuocare a far rimbalzare i ciottoli sul mare. Stavo per lanciare quel sassolino, l’ho guardato, ed è allora che è incominciato: ho sentito che esisteva. E dopo, ci sono state altre Nausee; di quando in quando gli oggetti si mettono ad esistervi dentro la mano. C’è stata la Nausea del «Ritrovo dei ferrovieri» e poi un’altra, prima, una notte in cui guardavo dalla finestra, e poi un’altra al giardino pubblico, una domenica, e poi altre. Ma non era mai stata così forte come oggi”

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14 Ottobre 1964 – Premio Nobel per la pace a Martin Luther King

Martin Luther King (nato il 15 gennaio 1929 ad Atlanta e morto assassinato il 3 Aprile 1968 a Memphis) dedicò l’intera vita alla lotta per i diritti civili e per cercare di abbattere nella realtà americana degli anni cinquanta e sessanta ogni tipo di pregiudizio etnico. Predicatore dell’amore e della resistenza non violenta, King fondò assieme a Ralph Abernathy e ad altri attivisti afroamericani, il Southern Christian Leadership Conference, di cui divenne capo nel 1957.

Le  campagne iniziali di King erano incentrate sull’abolizione di leggi note come “leggi Jim Crow” (Jim Crow era un personaggio di una nota “coon song” di fine Ottocento, un nero reietto, simbolo della discriminazione razziale) . Uno dei motti principali, per l’appunto, della lotta all’emancipazione dei neri era “Stop Jim Crow”.

ll 3 Aprile 1963 circa 250 volontari scesero in strada occupando negozi e ristoranti. Il 10 Aprile il tribunale emise un’ingiunzione per costringere i dimostranti a porre fine alla manifestazione, la risposta di King fu la disobbedienza civile: disobbedire alle leggi che si ritenevano ingiuste subendone le conseguenze penali.Il 12 Aprile King e i suoi sostenitori decisero di manifestare nonostante l’ingiunzione. Dopo l’arresto, dalla prigione scrisse la celeberrima lettera “Letter from Birmingham Jail” (lettera dalla prigione di Birmingham), dove citò l’esempio di legge ingiusta di Sant’Agostino secondo cui  “una legge ingiusta non è legge” .

Dopo i fatti di Birmingham, il 28 Agosto 1963 King organizzò insieme ai leader delle sei maggiori organizzazioni per la lotta per i diritti civili dei neri, appoggiato da John Kennedy, la famosa “marcia per il lavoro e la libertà”. Alla marcia parteciparono 250.000 persone, adunati per celebrare il proclama di emancipazione di Lincoln. Questa giornata viene ricordata per il celebre discorso di Martin Luther King “I have a dream” uno dei più famosi nella storia oratoria americana: “I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal” .

Il 14 Ottobre 1964  il parlamento norvegese dichiarò Martin Luther King (a soli 35 anni) vincitore del Premio Nobel per la pace. King disse che il premio non era solo per lui, ma soprattutto per tutte le “nobili” persone che avevano lottato al suo fianco. Quando ricevette il premio, Martin Luther King espresse la speranza di vedere tutte le genti ottenere, oltre ai pasti per il corpo «istruzione e cultura per la loro mente e dignità, uguaglianza e libertà per il loro spirito» .

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