5 aprile 1998 – Apre il ponte più lungo del mondo, l’Akashi-Kaikyo

Il ponte Akashi-Kaikyo
Il ponte Akashi-Kaikyo

Il 5 aprile 1998 veniva aperto al traffico il ponte Akashi-Kaikyo in Giappone. Il ponte sospeso più lungo e costoso del mondo unisce la città di Kobe sull’isola di Honshū all’isola Awaji, con  una campata di 1.991, per un totale di 3.911 di lunghezza.

Opera faraonica, ha richiesto 20 anni di progettazione precedenti al 1980, anno in cui iniziò la costruzione. La tenuta dei due piloni che reggono la campata principale del ponte di Akashi-Kaikyo fu ampiamente dimostrata durante il terremoto del 1995 di 6,8 gradi della scala Richter, che lasciò illese le due torri appena costruite.

A velocizzare l’iter decisionale per la costruzione di una infrastruttura così imponente e costosa per il governo giapponese fu l’incidente del 1955, quando due traghetti si scontrarono nello stretto dove oggi sorge il ponte, causando la morte di 168 persone, tra cui una folta scolaresca. L’incidente sconvolse l’opinione pubblica, mentre le famiglie delle vittime chiesero a gran voce la costruzione di un ponte, affinché si evitassero definitivamente incidenti del genere.

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25 Gennaio 1998 – Si conclude la storica visita di Giovanni Paolo II a Cuba

Cuban President Fidel Castro (L) looks a

Karol Wojtyła fu il primo pontefice a recarsi a Cuba. La sua visita nell’isola caraibica, dal 21 al 25 Gennaio 1998, rappresentò un evento epocale della fine del ventesimo secolo. Dopo l’accoglienza calorosa riservata al pontefice dal popolo cubano al suo arrivo, Wojtyła  ebbe, Giovedì 22 Gennaio, uno storico incontro con il Presidente cubano Fidel Castro presso il Palazzo della Rivoluzione a L’Avana.

Dopo tre giorni intensi e pieni di incontri, il 25 Gennaio 1998 si concluse il viaggio apostolico con la Messa in Piazza della Rivoluzione “Josè Marti” alla quale parteciparono circa un milione di persone.

Prima della partenza da Cuba Wojtyła ebbe parole di condanna per l’embargo operato dagli Stati Uniti nei confronti dell’isola: “Ai nostri giorni – dichiarò- nessuna nazione può vivere sola. Per questo, il popolo cubano non può vedersi privato dei vincoli con gli altri popoli, che sono necessari per lo sviluppo sociale e culturale, sopratutto quando l’isolamento forzato si ripercuote in modo indiscriminato sulla popolazione. accrescendo le difficoltà dei più deboli, in aspetti fondamentali come l’alimentazione, la sanità e l’educazione”

Fidel Castro da parte sua, prima della partenza di Giovanni Paolo II, dichiarò: ” Sono commosso dallo sforzo che Sua Santità fa per un mondo più giusto. Le nazioni scompariranno, i popoli arriveranno a costituire una sola famiglia umana. Se la globalizzazione della solidarietà che Lei proclama si estendesse a tutta la Terra, e se gli abbondanti beni che l’uomo può produrre con la sua intelligenza e lavoro fossero distribuiti equamente tra  tutti gli esseri umani che oggi abitano il pianeta, si potrebbe creare veramente un mondo per loro, senza fame né povertà. senza oppressione né sfruttamento, senza umiliazioni né offese, dove vivere con piena dignità morale e materiale, in vera libertà; questo sarebbe un mondo più giusto! Le sue idee sull’evangelizzazione e sull’ecumenismo non sarebbero in contraddizione con tutto ciò.”