24 Marzo 1999 – Intervento NATO in Kosovo

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Dopo lo smembramento della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, i Kosovari albanesi affermarono la causa della loro indipendenza attraverso la creazione dell’Esercito di liberazione del Kosovo (UCK). Dal 1996 al 1999 la lotta tra gli indipendentisti ed i serbi si trasformò in una violentissima guerra civile.

Gli accordi diplomatici stabiliti negli incontri di Rambouillet, del Febbraio 1999, prevedevano la creazione di una situazione provvisoria di tre anni al termine dei quali i kosovari avrebbero scelto di optare per l’indipendenza o per l’autonomia regionale all’interno della Repubblica Federativa di Jugoslavia (Serbia). Era evidentemente una soluzione che non poteva essere accettata dalla Serbia ed dal suo leader, Slobodan Miloševic.

L’impossibilità di proseguire nei negoziati e la gravissima situazione umanitaria che si era,nel frattempo, venuta  a creare nella regione spinsero i membri della NATO a passare all’uso della forza. Il 24 Marzo 1999 forze NATO attaccarono le postazioni militari jugoslave dando il via all’intervento dell’Organizzazione in Kosovo.

L’intervento della NATO poneva, tuttavia, non pochi problemi dal punto di vista della legittimità. Era stato, innanzitutto compiuto in violazione  degli artt. 5 e 6 del Patto Atlantico mancando, nella fattispecie, un attacco contro uno dei paesi firmatari. L’intervento, inoltre, non era stato autorizzato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza, adottata nel Giugno successivo, autorizzava la presenza di una forza internazionale civile (UNMIK) e militare (KFOR).

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7 marzo 1999 – Muore Stanley Kubrick

Stanley Kubrick
Stanley Kubrick

Stanley Kubrick, uno dei maggiori cineasta della storia del cinema, nacque il 26 luglio 1928 a New York, nel Bronx. Nella giovinezza lavorava come fotoreporter per la rivista “Look” alla quale vendette, nell’aprile 1945, la sua prima fotografia raffigurante il volto di un edicolante davanti alla morte di Roosvelt.

In pieno clima da Guerra Fredda, Kubrick condusse e adattò la novella Red Alert in un film commedia con qualche sfumatura paradossale, Dr. Srtrangelove. Il film provocò grande attenzione e ammirazione da parte dei critici di tutto il mondo, che gli valse tre nomination all’Oscar come miglior regia, miglior produttore e co-autore. In seguito ai successi di Dr. Srtrangelove, Kubrick diede vita a uno straordinario film di fantascienza, dove l’uomo viene a contatto con un’intelligenza superiore, che lo consacrò definitivamente nella storia del cinema con 2001: A Space Odyssey (1968, vedi Contributi multimediali). Nel 1971 Kubrick scrisse, diresse e produsse A Clockwork Orange, tratto dall’omonimo romanzo di Anthony Burges. Nel 1980 si occupò anche di horror con The Shining, basandosi su una novella di Stephen King. Il film ebbe successo, ma i critici in quegli anni non lo acclamarono come i precedenti: infatti non arrivò nessun premio. Passarono altri 7 anni prima di Full Metal Jacket (1987).

L’ultimo film di Kubrick è del 1999: Eyes Wide Shut,  tratto dal romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler. Kubrick morirà a causa di un infarto prima dell’uscita del film nelle sale, il 7 marzo 1999, in Inghilterra nella sua villa nell’Hertfordshire dove risiedeva dalla fine del 1960.

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11 gennaio 1999 – Muore Fabrizio De Andrè

fabriziodeandre_1L’11 gennaio 1999 moriva a Milano il cantautore italiano Fabrizio De Andrè, conosciuto con l’appellativo Faber. Caratteristica ampiamente riconosciuta a De Andrè fu soprattutto la capacità di scrivere i testi per le sue canzoni, da molti considerate vere e proprie poesie. Gli argomenti affrontati sono sempre riguardanti gli ultimi, gli emarginati della società, prostitute, persone scomode o ribelli. La capacità di riuscire ad entrare con le sue parole nella complessità dell’essere uomo, rendono le sue canzoni un vero e proprio spaccato di umanità.

L’esordio fu nel 1961 con il suo primo 45 giri. Dal 1968 al 1973 abbiamo gli anni più proficui di De Andrè, anni della contestazione della società e di vicinanza verso il pensiero anarchico. Per questo motivo e per altri più discutibili fu sottoposto, a sua insaputa, al controllo dei servizi segreti.

Fu al centro del clamore mediatico con il rapimento suo e della moglie da parte dell’anonima sequestri sarda, nel 1979. Furono liberati dopo quattro mesi e al rilascio, De André ebbe parole di compassione per i rapitori.

Durante il 1998 gli venne diagnosticato un carcinoma polmonare che lo portò alla morte nelle prime ore dell’11 gennaio 1999.

De Andrè lascia un’eredita importante alla musica italiana, con 13 album, diversi singoli e antologie. Ma soprattutto lascia uno stile inconfondibile che ancora ispira molti cantautori italiani. Inutile dire che le sue canzoni hanno fatto la storia della musica italiana degli ultimi decenni.

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