11 Febbraio 1929 – Firma dei Patti Lateranensi

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Dall’Unità d’Italia il rapporto tra lo stato italiano e la santa sede era rimasto complesso e teso. L’azione militare italiana contro Roma del 1870 fece ulteriormente salire la tensione. Papa Pio IX in quell’occasione si rifiutò di riconoscere il Regno d’Italia e si ritirò nei palazzi apostolici dichiarandosi “prigioniero dello stato italiano”.

Dal 1871 i rapporti tra Stato e Santa Sede vennero allora disciplinati unilateralmente dallo stato italiano attraverso la “legge delle guarentigie“.

Appena instauratosi il regime fascista, Mussolini si persuase che la stabilità del proprio potere passava anche attraverso una normalizzazione dei rapporti con la Sante Sede. Dopo negoziati segreti durati diversi anni, l’11 Febbraio 1929 presso San Giovanni in Laterano il Segretario di Stato Cardinale Pietro Gasparri e Benito Mussolini firmarono gli accordi di mutuo riconoscimento tra Stato Italiano e Santa Sede.

I patti lateranensi prevedevano, tra l’altro, il riconoscimento del carattere cattolico dello stato italiano, l’istituzione dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole ed una convenzione finanziaria per regolare le questioni sorte dopo l’Unità d’Italia.

Riconosciuti nella nuova Costituzione della Repubblica, i Patti lateranensi vennero poi rivisti nel 1984.

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