20 Febbraio 1972 – Visita di Richard Nixon in Cina

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Con la visita del Presidente statunitense Richard Nixon in Cina iniziata il 20 Febbraio 1972 si compì un notevole passo avanti nel processo di riavvicinamento tra Cina e Stati Uniti. La visita di Nixon rappresentò un indubbio successo diplomatico per la politica del Presidente e del suo Segretario di Stato Henry Kissinger.

La visione di Kissinger delle relazioni internazionali era, essenzialmente, relativistica. Le grandi potenze andavano giudicate in base alla loro forza e non alla loro ideologia interna. In base a tali presupposti teorici la ricerca della sicurezza statunitense passava, nelle idee di Kissinger, attraverso  un equilibrio di forze della politica mondiale. La rivoluzione diplomatica rappresentata dal riavvicinamento sino-americano può essere, pertanto, inquadrata in tale contesto.

La visita di Nixon proseguì fino al 27 Febbraio. Nel comunicato finale, fatto della massima importanza, gli statunitensi abbandonarono la teoria delle “due Cine”, riconoscendo l’appartenenza di Taiwan alla Repubblica Popolare.

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1 Ottobre 1949 – Nasce la Repubblica Popolare Cinese

Il primo ottobre 1949 da Piazza Tienanmen, il leader comunista Mao Tse-tung proclama la nascita della Repubblica Popolare Cinese. Primo Ministro della neonata Repubblica fu nominato Zhou Enlai. Al governo spettava l’immane compito di ricostruire una nazione uscita in frantumi da oltre vent’anni di guerra civile.

Le forze nazionaliste del Kuomintang di Chang Kai Shek sconfitte ripareranno ben presto nell’isola di Taiwan, da dove proclameranno la Repubblica Nazionale cinese.

La nascita di una nuova democrazia popolare con 600 milioni di abitanti rappresentò un evento di fondamentale importanza nell’assetto geopolitico del secondo dopoguerra. La perdita della Cina fu, in particolare, avvertita come una incipiente avanzata del socialismo ed una bruciante sconfitta degli Stati Uniti costretti a rivedere verso occidente la propria strategia difensiva. La Corea del Sud ed il Giappone assumevano, in tale contesto, il ruolo di estremi baluardi all’avanzata del comunismo.