5 febbraio 1949 – Critiche americane al “Piano Fanfani”

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Il 5 febbraio 1949 venne pubblicato il cosiddetto “Rapporto Hoffman” sull’impiego delle risorse del Piano Marshall, evidenziando sprechi e incongruenze nell’impiego delle somme messe a disposizione degli americani. Paul G. Hoffman era amministratore dell’ECA (Economic Cooperation Administration) e responsabile dell’utilizzo delle risorse del Piano Marshall.

Nello specifico, Hoffman criticava l’impiego degli aiuti nel “Piano Fanfani”, poi chiamato Piano Ina-Casa. Chiaramente, tale piano non era volto all’aumento degli acquisti e al rinvigorimento dell’economia italiana, come auspicato dagli Usa, bensì era rivolto a tutte quelle famiglie che, non potendo permettersi un’abitazione, erano soccorse dallo Stato. Con chiara impronta keynesiana, oltre alle abitazioni, si voleva abbassare il numero di disoccupati con l’impiego massiccio di lavoratori nell’edilizia.

Contributi multimediali.

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31 Dicembre 1961 – Cessa ufficialmente il Piano Marshall

Manifesto Piano MarshallAlla fine del secondo conflitto mondiale, l’Europa intera, con poche eccezioni, era ridotta ad un cumulo di macerie. La rinascita, era evidente, passava attraverso un intervento diretto e sistematico degli Stati Uniti, l’unico paese in grado di finanziare dei programmi credibili di ricostruzione.

Il Segretario di Stato statunitense George Marshall espose le sue linee programmatiche sulla ricostruzione in un celebre discorso il 5 Giugno 1947 presso l’Università di Harvard. Marshall affermò che senza l’aiuto americano il continente europeo avrebbe proseguito un percorso di deterioramento dalle conseguenze gravissime. Chiedeva alle controparti europee, inoltre, di elaborare un programma di richieste specifiche sulle necessità della ricostruzione.Tali richieste vennero poi elaborate nel corso della Conferenza di Parigi del Luglio successivo.

Il programma di aiuti European Recovery Program istituito nell’Aprile 1948 , noto come Piano Marshall, contribuì in maniera fondamentale ed imprescindibile al processo di rinascita economica europea. Alla sua conclusione, attraverso il piano, erano stati  versati dagli USA agli stati europei circa 12 miliardi di dollari che avevano sostenuti le econome degli stati europei attraverso un delicato processo di transizione.

27 Dicembre 1947 – Enrico De Nicola promulga la Costituzione della Repubblica Italiana

Enrico De Nicola firma la Costituzione alla presenza di Alcide De Gasperi e Umberto TerraciniApprovata dall’Assemblea Costituente il 22 Dicembre 1947, la Costituzione della Repubblica Italiana venne promulgata dal Capo dello Stato provvisorio Enrico De Nicola il 27 Dicembre successivo. Lo stesso giorno, il testo della Costituzione venne pubblicato nell’edizione speciale della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Sorta dalla ceneri del ventennio fascista e dalle distruzioni fisiche e morali del secondo conflitto mondiale, la Costituzione rappresentò un momento di unità e condivisione di un paese che tentava di rinascere e riscoprirsi dopo il buio bellico.

Non a caso, pertanto, la Costituzione si caratterizza come mezzo di compromesso delle diverse forze politiche presenti in Costituente e si pone all’avanguardia in merito alle categorie dei diritti contemplati e tutelati. Un parlamentarismo forte sarebbe stato, nell’idea dei padri costituente, il metodo più efficace per la rinascita di governi autoritari.