5 aprile 1998 – Apre il ponte più lungo del mondo, l’Akashi-Kaikyo

Il ponte Akashi-Kaikyo
Il ponte Akashi-Kaikyo

Il 5 aprile 1998 veniva aperto al traffico il ponte Akashi-Kaikyo in Giappone. Il ponte sospeso più lungo e costoso del mondo unisce la città di Kobe sull’isola di Honshū all’isola Awaji, con  una campata di 1.991, per un totale di 3.911 di lunghezza.

Opera faraonica, ha richiesto 20 anni di progettazione precedenti al 1980, anno in cui iniziò la costruzione. La tenuta dei due piloni che reggono la campata principale del ponte di Akashi-Kaikyo fu ampiamente dimostrata durante il terremoto del 1995 di 6,8 gradi della scala Richter, che lasciò illese le due torri appena costruite.

A velocizzare l’iter decisionale per la costruzione di una infrastruttura così imponente e costosa per il governo giapponese fu l’incidente del 1955, quando due traghetti si scontrarono nello stretto dove oggi sorge il ponte, causando la morte di 168 persone, tra cui una folta scolaresca. L’incidente sconvolse l’opinione pubblica, mentre le famiglie delle vittime chiesero a gran voce la costruzione di un ponte, affinché si evitassero definitivamente incidenti del genere.

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9 febbraio 1943 – Svolta bellica nel Pacifico: gli Usa sconfiggono il Giappone a Guadalcanal

Battaglia di Guadalcanal
Battaglia di Guadalcanal

La battaglia nell’isola di Guadalcanal, nelle isole Salomone, fu fondamentale per la successiva vittoria degli Usa contro il Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale. Infatti, l’isola rappresentava un punto strategico che, se ben impiegato dai Giapponesi, avrebbe potuto impedire l’approvvigionamento di rifornimenti per gli Stati Uniti dall’Australia e la Nuova Zelanda. Al contrario, in mano agli americani l’isola avrebbe potuto essere un avamposto altamente strategico per l’avanzata verso l’Impero giapponese.

La battaglia di Gudalcanal iniziò il 7 agosto 1942, con lo sbarco massiccio di truppe statunitensi che sorpresero le difese giapponesi. Dopo il coraggioso tentativo di difesa, il 9 febbraio 1943 i giapponesi lasciarono definitivamente l’isola.

Questa battaglia viene storicamente ricordata come la svolta nella guerra del Pacifico perché per la prima volta l’Impero giapponese cominciò a organizzarsi in termini di difesa e non più di attacco, mentre gli americani iniziarono la difficile impresa della conquista di un avversario militarmente molto valido.

Mappa dello scenario di guerra nel Pacifico
Mappa dello scenario di guerra nel Pacifico

Contributi multimediali.

8 febbraio 1904 – Inizia la Guerra russo-giapponese

Il teatro di guerra
Il teatro di guerra

Con la vittoria della Guerra sino-giapponese in Corea terminata nel 1895, la politica estera del Giappone acquisì  sempre di più un profilo espansionistico. Sullo sfondo c’era una popolazione in continuo aumento con la conseguente insufficienza delle risorse interne. La bilancia dei pagamenti sarebbe diventata cronicamente passiva senza l’espansione delle frontiere. Dunque, l’espansione giapponese verso la Corea e la Manciuria era spinta da necessità prevalentemente di natura economica. La possibilità di raggiungere questo obiettivo era ostacolata dalla Russia, che occupava la Manciuria e mirava alla conquista della Corea.

Nonostante l’Impero russo fosse un avversario molto temibile, l’8 novembre 1904 le forze giapponesi attaccarono quelle russe in Manciuria, sconfiggendole sia sulla terraferma che sul mare, con la battaglia navale di Tsushima.

La guerra si concluse con la pace firmata a Portsmouth, con la mediazione degli Usa. Si stabilì il riconoscimento dei “diritti permanenti” del Giappone in Corea, l’acquisizione di metà dell’isola di Sakhalin e soprattutto dei diritti russi in Manciuria. Nel 1910, con una dura repressione delle resistenze interne, i giapponesi procedettero all’annessione della Corea.

25 novembre 1936 – Il patto Anticomintern

Il 25 novembre 1936 la Germania nazista e il Giappone firmarono il cosiddetto patto Anticomintern per un’azione comune contro l’operato dell’Internazionale comunista. Esso prevedeva una sorta di collaborazione che consisteva nello scambio di informazioni e di lotta contro gli agenti comunisti. Inoltre, il patto impegnava a non rafforzare la posizione dell’URSS in caso di attacco a una delle parti contraenti. Nel 1937 anche l’Italia aderì al patto.
Dopo la stipula del patto russo-tedesco di non aggressione del 1939, si ebbe una sospensione momentanea, anche se non ufficiale, del patto che riacquistó nuovo vigore nel 1941 con lo scoppio delle ostilità tra Germania e Russia.