26 Dicembre 1991- Scioglimento formale dell’Unione Sovietica

220px-Mikhail_Gorbachev_1987Il 26 Dicembre 1991 il Soviet supremo dell’Unione sovietica scioglieva formalmente l’URSS dopo che, il giorno precedente, il presidente Mikhail Gorbachev aveva presentato le proprie dimissioni.

Lo scioglimento formale rappresentò l’atto conclusivo dello smembramento dell’Unione Sovietica e seguì di pochi giorni gli accordi dell’8 Dicembre che decretarono l’irreversibile dissoluzione dell’URSS ed il Trattato di Alma Ata del 21 Dicembre che sancì la nascita della Comunità degli Stati Indipendenti.

La fine dell’impero sovietico rappresentò la conclusione dell’epoca bipolare. Da quel momento in poi tutte le categorie geopolitiche che avevano informato il sistema di relazioni internazionali sarebbero dovute essere riviste alla luce del venir meno di una delle due superpotenze che avevano retto le sorti dell’ordine globale nei decenni precedenti.

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3 Dicembre 1989 – Il summit di Malta: la fine della Guerra Fredda

Bush e Gorbachev al Summit di MaltaIl 3 dicembre 1989 il presidente degli Stati Uniti d’America, George H. W. Bush, e il leader dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov, dichiararono la fine della Guerra Fredda. Il proclama avvenne al termine del summit svoltosi tra i due leader a Malta nei giorni 2 e 3 dicembre. Anche se spesse volte la fine della Guerra Fredda venne ricondotta ad altri avvenimenti più plateali, dal punto di vista diplomatico fu questo summit a mettere fine al conflitto che aveva tenuto sulle spine tutto il mondo dall’immediato secondo dopoguerra. Durante l’incontro non fu firmato nessun documento ufficiale, tuttavia per gli osservatori rappresentò sicuramente il segnale di distensione definitiva dei rapporti di forza bipolari avutisi fino ad allora.

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9 Novembre 1989 – Cade il muro di Berlino


Dal 1961 al 1989, il muro di Berlino è stato il simbolo più agghiacciante della Guerra Fredda. Diretta conseguenza della seconda guerra mondiale fu la divisione della Germania in due aree: la Repubblica Federale Tedesca e la Repubblica Democratica Tedesca. La “cortina di ferro” era l’emblema della spaccatura del mondo in una sfera americana ed una sfera sovietica.La caduta del muro risale al 9 Novembre 1989.

Quel che nel giro di poco tempo portò alla riunificazione furono due eventi: l’arrivo di Gorbaciov  a capo dell’Unione Sovietica e le incombenti difficoltà politiche ed economiche dei paesi dell’est. Nel corso dell’ 89 a questi cambiamenti si aggiunsero le rivoluzioni in Polonia, in Ungheria e nell’Unione Sovietica. Solo nella Repubblica Democratica tedesca il tempo sembrava essere bloccato, la gente aveva perso la pazienza, la situazione era davvero arrivata oltre ogni limite, cosi iniziarono le proteste.

Nell’estate del ’89 molte persone iniziarono a confluire verso le ambasciate della Germania Federale a Praga, Varsavia e Budapest, visto che il tentativo di fuga verso ovest sarebbe stato un suicidio.

Inoltre, il cambiamento dei vertici del partito comunista e del governo servì a ben poco. La sera del 9 novembre migliaia di persone si riunirono davanti al muro in entrambi i lati, est ed ovest. Con grande entusiasmo venne accolta la notizia che il muro sarebbe stato abbattuto, e con il ritiro dei soldati, la Germania est e la Germania ovest si unì dopo 28 anni, tra lacrime e sorrisi, in un abbraccio collettivo.

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