1° marzo 1922 – L’Egitto ottiene l’indipendenza

Bandiera del Regno d'Egitto (1922-1958)
Bandiera del Regno d’Egitto (1922-1958)

Dopo lunghi negoziati tra Gran Bretagna e il Movimento nazionalista, Londra concesse unilateralmente, l’1 marzo 1922, l’indipendenza all’Egitto. Tuttavia, l’Egitto non accettò le clausole unilaterali che l’Inghilterra impose con i cosiddetti “Quattro punti” con i quali si arrogava il diritto di intervenire negli affari esteri e nelle questioni relative alla difesa, di mantenere truppe sul territorio egiziano e il condominio sul Sudan.

La questione che più colpì la sovranità egiziana fu sicuramente la mancata concessione dei diritti di sovranità sul Canale di Suez, infrastruttura strategica a livello internazionale.

La situazione non cambiò granché il 22 agosto 1936, quando fu firmato un patto di alleanza fra Il Cairo e Londra, con cui la Gran Bretagna poneva fine alla presenza dell’alto commissariato e si impegnava a ritirare gradualmente le sue truppe. I due paesi si scambiarono ambasciatori e l’Egitto entrò nella Società delle Nazioni, ma il Canale di Suez continuò a essere sottoposto al controllo militare inglese. Impazienti di trovare nel mondo politico egiziano un alleato leale e sicuro, gli inglesi imposero al re Faruk il richiamo al potere di Nahas Pascià, leader del movimento nazionalista.

Nahas fu un bene per l’alleanza antifascista internazionale, rendendo sicure le retrovie britanniche durante la minacciosa avanzata di Rommel del 1942, ma non giovò certo al prestigio del partito nazionalista: agli occhi della maggioranza degli egiziani i nemici non erano i tedeschi e gli italiani, ma gli inglesi. Infatti, il successore di Nahas, Ahmed Maher Pascià, ex-wafdista di destra, fu ucciso davanti al Parlamento da un membro del partito Giovane Egitto in quanto “colpevole” di aver dichiarato guerra alla Germania il 24 febbraio 1945.

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6 febbraio 1952 – Elisabetta diventa regina

Elisabetta di ritorno dalla visita in Kenya
Elisabetta di ritorno dalla visita in Kenya

Dopo aver sofferto di cancro ai polmoni per diversi anni, re Giorgio VI morì nel sonno il 6 febbraio 1952 a 56 anni. Alla sua morte, sua figlia, la principessa Elisabetta, divenne regina a soli 25 anni.

Elisabetta e suo marito, Filippo, erano fuori dall’Inghilterra quando re Giorgio morì. La coppia era in visita in Kenya come parte di un viaggio di cinque mesi in Australia e Nuova Zelanda. Quando ricevettero la notizia della morte di re Giorgio, di due fecero ritorno immediatamente in Gran Bretagna.

Mentre Elisabetta era in volo, in Inghilterra fu proclamata ufficialmente erede al trono; così, quando la nuova regina arrivò a Londra, fu accolta all’aeroporto dal primo ministro Winston Churchill.

Più di un anno dopo, il 2 giugno 1953, si tenne l’incoronazione di Elisabetta presso l’abbazia di Westminster, la prima incoronazione in diretta televisiva della storia.

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16 dicembre 1773 – Boston Tea Party: inizia la rivoluzione americana

Boston Tea Party

Il Boston Tea Party del 16 febbraio 1773 fu l’atto di protesta simbolico dei coloni della costa atlantica del Nord America contro il dominio britannico. La protesta consistette nella distruzione di diverse ceste di tè da parte di un gruppo di giovani chiamato Sons of Liberty. Questi salirono di nascosto in alcune imbarcazioni inglesi ancorate nel porto di Boston per poi gettare in mare tutto il contenuto in tè delle navi. Nei libri di storia è generalmente descritto come l’inizio della rivoluzione americana.

A far scatenare la protesta del Boston Tea Party fu il continuo aumento delle tasse sullo zucchero, sul caffè, sul vino e sulla carta imposte dalla Gran Bretagna. In un primo momento i coloni risposero boicottando il consumo di tè, che fu invece acquistato di contrabbando. Alle forti perdite per la Corona dovute al boicottaggio, il governo inglese eliminò le tasse sul tè con il famoso Tea Act, rendendo così il prodotto britannico più conveniente. Tutto ciò fu visto dagli americani come un tentativo di danneggiamento dei loro profitti, spesso derivati dal contrabbando del tè.

La misura fu colma quando il governatore Thomas Hutchinson decise di scaricare comunque le casse di tè ferme a causa delle proteste al porto di Boston, noncurante delle rivendicazioni dei coloni. La risposta fu proprio l’atto di protesta ricordato sotto il nome del Boston Tea Party. Il governo inglese reagì duramente con leggi restrittive e punendo i responsabili.

L’evento ebbe un forte impatto mediatico, il che spiega perché nonostante la sua scarsa importanza in termini pratici, contribuì notevolmente ad alimentare le ragioni che ispirarono la rivoluzione americana.

28 Novembre 1943 – La Conferenza di Teheran

La conferenza di Teheran, 28 Novembre 1943, è passata alla storia per essere stata il primo incontro dei cosiddetti “tre Grandi” della Seconda Guerra mondiale ovvero Stalin, Roosevelt e Churchill. I tre capi di stato si riunirono per pianificare la fase finale della guerra. Prese così forma l’operazione “Overland” nota come sbarco in Normandia, che fu fissata per Maggio dell’anno successivo.

Venne, inoltre, decisa la “sorte” della Germania una volta conclusa la guerra (la divisione territoriale) e si raggiunse un accordo sulla questione della Polonia: a Stalin, infatti, fu permesso di occupare i territori polacchi. Sul fronte Jugoslavo si decise di dare pieno appoggio alla lotta dei partigiani di Tito, accordandosi sulla difesa dell’indipendenza dell’Iran e infine sulla creazione dell’ ONU.

La conferenza oltre a essere stata il primo incontro dei tre Grandi, assunse una particolare valenza psicologica poiché emerse un’enorme volontà di vincere la guerra. Come ebbero ad affermare al termine della conferenza i tre protagonisti, “Siamo venuti qui con speranza e determinazione, ce ne andiamo amici, nei fatti, nello spirito e nei propositi”.

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