9 aprile 1948 – Massacro di Deir Yassin

Il massacro di Deir Yassin
Il massacro di Deir Yassin

Con la Risoluzione 181 dell’ONU del 19 novembre 1947 si prevedeva il passaggio di Gerusalemme sotto l’autorità di un Mandato internazionale, mentre il restante territorio andava sotto il Mandato britannico della Palestina, diviso in due stati, uno arabo e l’altro ebraico. Con la decisione britannica di concludere il mandato entro un anno, scoppiarono dei dissidi sulla spartizione territoriale tra palestinesi ed ebrei.

In questo contesto, l’organizzazione ebraica paramilitare Irgun attaccò il villaggio arabo di Deir Yassin il 9 aprile 1948, dove incontrò una strenua resistenza. Tuttavia, eliminata la resistenza, alcuni arabi che si erano arresi aprirono il fuoco sulle truppe ebraiche. Quest’ultimi reagirono massacrando indiscriminatamente soldati e civili. Secondo alcune fonti le vittime furono 100-120, secondo altre circa 250.

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9 Dicembre 1961 – Adolf Eichmann viene condannato a morte

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Adolf Eichmann fu un ufficiale delle SS che ebbe un ruolo rilevante  nello sterminio della popolazione ebraica compiuto dal regime nazista nel corso della seconda guerra mondiale. Alla fine del conflitto, Eichmann grazie ad un passaporto falso della Croce Rossa riuscì a sfuggire al processo che gli alleati stavano organizzando contro i criminali nazisti a Norimberga e, nel 1950, espatriò in Argentina.

Dopo un decennio di latitanza in Argentina, tuttavia, il Servizio segreto israeliano (Mossad) riuscì a risalire alla vera identità di questo oscuro signore dall’accento tedesco e, nel 1961, con un operazione ardita e spettacolare riuscì ad arrestare Eichmann per portarlo a Gerusalemme e processarlo.

Il processo Eichmann fu un momento intenso per la società civile israeliana.

Eichmann rappresentava agli occhi ebraici come uno dei maggiori responsabili dell’Olocausto ed il suo processo era visto come un necessario momento di giustizia.  Ma l’ufficiale delle SS si presentò in Israele come un funzionario qualunque, un mediocre dipendente dello stato cui difficilmente corrispondeva l’immagine dell’incarnazione del male. Cosa aveva spinto questo “uomo della strada”, che rivendicava solamente di aver rispettato gli ordini dei suoi superiori, a pianificare con metodo e cura lo sterminio di centinaia di miglia di esseri umani? Era questo il quesito cui molti non riuscirono, nel corso del processo, a dare risposta.

Il 9 Dicembre 1961 Eichmann fu condannato a morte. La sentenza fu eseguita per impiccagione il 31 Maggio 1962.

Il Processo Eichmann fu raccontato da Annah Arendt in uno dei suoi scritti più belli ed intensi “La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme”.

 

23 novembre 1973 – Italia, Mossad e Olp: il mistero dell’Argo 16

Il 23 novembre 1973, alcuni istanti dopo il decollo, si schiantava su uno stabilimento un bimotore dell’Aeronautica militare partito dall’aeroporto di Venezia. Morirono tutti i quattro membri dell’equipaggio.

Si scoprirà che l’aereo in questione era chiamato “Argo 16” e veniva utilizzato per il trasferimento di detenuti stranieri verso paesi terzi. Infatti, qualche giorno prima aveva trasportato a Tripoli due palestinesi coinvolti in un attentato sventato a Fiumicino. Era il periodo in cui l’Italia cooperava con i servizi segreti israeliani (Mossad), ma allo stesso tempo coltivava il cosiddetto “lodo Moro”, cioè l’intesa segreta tra Italia e Olp. Nell’intesa il nostro paese chiudeva un occhio sul trasporto di armi ed esplosivi attraverso l’Italia da parte di membri dell’Olp e in cambio riceveva la garanzia che nessun attentato per mano palestinese sarebbe stato compiuto sul territorio nazionale. Sullo sfondo c’era anche la guerra del Kippur, svoltasi il mese precedente.

Facile pensare che quello dell’Argo 16 non fosse stato solo un incidente, bensì un preciso avvertimento da parte del Mossad, che andava a colpire proprio l’aereo utilizzato dall’Intelligence italiana. Una sentenza del 1999 smentì categoricamente questa ipotesi lasciando, tuttavia, diversi nodi irrisolti.

Tra altre cose, si scoprirà in seguito che l’Argo 16 era anche l’aereo utilizzato per il trasporto di uomini e munizione dell’operazione Gladio (l’organizzazione paramilitare segreta promossa durante la Guerra fredda dalla NATO).

Documenti e links.

Armi, politica e 007. Così il Mossad operava in Italia.

Argo 16, un mistero mai chiarito, La storia siamo noi.

6 ottobre 1973 – Guerra dello Yom Kippur

Il 6 ottobre 1973 (giorno dello Yom Kippur, festa dell’espiazione nel calendario ebraico) con un attacco a sorpresa l’Egitto attaccò Israele.

La guerra dello Yom Kippur ebbe vaste e profonde conseguenze geopolitiche. L’attacco ad Israele da parte dell’Egitto di Sadat infatti aveva, a ben vedere, come fine ultimo quello di rovesciare la situazione venutasi a creare sei anni prima quando, nel corso della “guerra dei sei giorni”,  lo stato israeliano era riuscito a conquistare la Penisola del Sinai, la striscia di Gaza, la parte orientale di Gerusalemme e le alture del Golan.

Con l’aiuto siriano e contando sull’effetto sorpresa l’attacco egiziano in un primo momento riuscì a schiacciare la difesa israeliana. Ben presto, tuttavia, l’esercito israeliano scatenò un efficace contrattacco. La guerra entrò allora in una fase di stallo. Se l’Egitto era riuscito ad infrangere il mito dell’imbattibilità israeliana, correva adesso il rischio di venire definitivamente sconfitto dalle forze. La palla passò allora alla diplomazia.

Un’altra fondamentale conseguenza della guerra dello Yom Kippur fu rappresentata dal fatto che la questione petrolifera ebbe un effetto dirompente nei giochi diplomatici del conflitto. Per la prima volta infatti i paesi arabi produttori di petrolio usarono l’arma del rialzo dei prezzi con la consapevolezza di mettere in crisi le economie di quei paesi filo-israeliani o che mostrassero scarsa simpatia per la causa palestinese.

Contributi multimediali.