3 marzo 1918 – La Russia esce dalla Prima Guerra Mondiale (Trattato di Brest-Litovsk)

I territori persi dalla Russia con il Trattato
I territori persi dalla Russia con il Trattato di Brest-Litovsk

Il 3 marzo 1918 la Russia e gli Imperi Centrali firmavano il Trattato di Brest-Litovsk. Si sanciva così l’uscita definitiva della Russia dalla Prima Guerra Mondiale e la perdita di gran parte dei territori russi in Europa e quindi la Polonia Orientale, la Lituania, la Curlandia, la Livonia, l’Estonia, la Finlandia, l’Ucraina e la Transcaucasia.

Dopo la Rivoluzione d’Ottobre il Governo sovietico auspicò la firma di un trattato in grado di svincolare la Russia dalla guerra in maniera giusta e democratica. Ma la Germania impose perdite importanti alla Russia, che con Trotsky cercò di limitare i danni imposti dai diktat tedeschi. Malgrado la decisione russa di non combattere più, il 18 febbraio i tedeschi sfondavano la linea difensiva avversaria. Allora Lenin chiese e ottenne l’autorizzazione dal Comitato Centrale del Partito Bolscevico a firmare la pace, nonostante le richieste avanzate in sede diplomatica per la firma del trattato furono maggiori di quelle iniziali.

Il Trattato di Brest-Litovsk determinò l’indipendenza di Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, anche se si installarono dei governi fantocci costretti a cedere alle influenze tedesche fino alla cancellazione del suddetto trattato con quello di Versailles.

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2 marzo 1919 – Si riunisce per la prima volta l’Internazionale Comunista

Riunione del Comintern
Riunione del Comintern

Il 2 marzo 1919 nasceva a Mosca l’Internazionale Comunista o Comintern che aveva come obiettivo principale la promozione dei partiti comunisti in tutto il mondo e quindi la diffusione della rivoluzione a livello internazionale, partendo dalla difesa di quanto già fatto dal partito bolscevico russo. Infatti, a parte la Russia, tutti i partiti comunisti delle altre nazioni erano in una fase embrionale; per questo motivo si decise poco e niente durante questo primo congresso. L’obiettivo finale era la vittoria mondiale del comunismo.

La secondo riunione dell’Internazionale comunista si svolse nel luglio-agosto del 1920. Al congresso parteciparono delegazioni di 37 paesi e si tracciarono le basi ideali e programmatiche, accogliendo i ventuno punti proposti da Lenin: i partiti che intendevano aderire si impegnavano a darsi una struttura analoga a quella del Partito comunista sovietico, a sostenere l’Urss, a rispettare le direttive del Comintern, a lottare contro la socialdemocrazia per favorire la nascita di autonomi partiti rivoluzionari.

21 Gennaio 1924 – Muore Vladimir Lenin

images (1)La morte di Vladimir Il’ič Ul’janov, conosciuto con lo pseudonimo di Lenin, il 21 Gennaio 1924, rappresentò un crocevia della storia dell’Unione Sovietica e, più in generale, dell’Europa tra le due guerre mondiali.
Rivoluzionario comunista, oltre che fine teorico della dottrina marxista, Lenin fu il padre dell’Unione Sovietica
in cui rivestì la carica di Capo del Partito Bolscevico e Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo.

Allo scoppio della rivoluzione nella Russia zarista nel Febbraio 1917 Lenin si trovava ancora esule in Svizzera e giunse a Pietrogrado soltanto in Aprile dopo aver attraversato con un lungo viaggio in treno i territori controllati dai tedeschi (in quel momento in guerra con la Russia).Con la pubblicazione delle famose Tesi di Aprile, Lenin, tracciando il percorso ed il programma della nuova Russia socialista, divenne il leader indiscusso della rivoluzione.

Con la conclusione della pace con la Germania, con il Trattato di Brest Litovsk nel 1918, e dopo la vittoria della guerra civile, Lenin consolidò il suo potere ed avviò un ampio programma di riforme economiche , conosciute con l’acronimo di NEP (Nuova Politica Economica).

Il 25 Maggio 1922, tuttavia, Lenin subisce il primo attacco della malattia che lo porterà alla morte nel Gennaio del 1924 a soli 53 anni.