15 Marzo 1917- Lo Zar Nicola II abdica

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Nel corso del mese di Febbraio del 1917 a Pietrogrado scoppiarono violenti tumulti popolari a causa della penuria di alimenti per la popolazione. Le manifestazioni spontanee divennero, ben presto, grandi cortei in cui i sindacati e le altre forze rivoluzionarie assunsero una posizione di primo piano. A fine mese la folla si impadronì del Palazzo d’Inverno, bruciò il Palazzo di Giustizia e divenne padrona incontrastata della città.

Lo zar Nicola II, in un primo momento, pensò che la situazione potesse tornare sotto controllo attraverso una serie di concessioni. La difficoltà della situazione, tuttavia, lo spinse a chiedere al fidato generale Ivanov di ristabilire l’ordine nella capitale. Il compito risultò impossibile, considerando il fatto che gran parte delle milizie passarono dalla parte delle barricate.

Il 15 Marzo 1917, compresa l’impossibilità di alcun tipo di resistenza, Nicola II abdica in favore del fratello Michele che, a sua volta, rinuncia al trono. La rivolta repubblicana capovolse l’impero zarista.
Nella notte tra il 16 ed il 17 Luglio successivo Nicola II fu ucciso insieme a tutta la sua famiglia per ordine dei bolscevichi.

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3 marzo 1918 – La Russia esce dalla Prima Guerra Mondiale (Trattato di Brest-Litovsk)

I territori persi dalla Russia con il Trattato
I territori persi dalla Russia con il Trattato di Brest-Litovsk

Il 3 marzo 1918 la Russia e gli Imperi Centrali firmavano il Trattato di Brest-Litovsk. Si sanciva così l’uscita definitiva della Russia dalla Prima Guerra Mondiale e la perdita di gran parte dei territori russi in Europa e quindi la Polonia Orientale, la Lituania, la Curlandia, la Livonia, l’Estonia, la Finlandia, l’Ucraina e la Transcaucasia.

Dopo la Rivoluzione d’Ottobre il Governo sovietico auspicò la firma di un trattato in grado di svincolare la Russia dalla guerra in maniera giusta e democratica. Ma la Germania impose perdite importanti alla Russia, che con Trotsky cercò di limitare i danni imposti dai diktat tedeschi. Malgrado la decisione russa di non combattere più, il 18 febbraio i tedeschi sfondavano la linea difensiva avversaria. Allora Lenin chiese e ottenne l’autorizzazione dal Comitato Centrale del Partito Bolscevico a firmare la pace, nonostante le richieste avanzate in sede diplomatica per la firma del trattato furono maggiori di quelle iniziali.

Il Trattato di Brest-Litovsk determinò l’indipendenza di Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, anche se si installarono dei governi fantocci costretti a cedere alle influenze tedesche fino alla cancellazione del suddetto trattato con quello di Versailles.

8 febbraio 1904 – Inizia la Guerra russo-giapponese

Il teatro di guerra
Il teatro di guerra

Con la vittoria della Guerra sino-giapponese in Corea terminata nel 1895, la politica estera del Giappone acquisì  sempre di più un profilo espansionistico. Sullo sfondo c’era una popolazione in continuo aumento con la conseguente insufficienza delle risorse interne. La bilancia dei pagamenti sarebbe diventata cronicamente passiva senza l’espansione delle frontiere. Dunque, l’espansione giapponese verso la Corea e la Manciuria era spinta da necessità prevalentemente di natura economica. La possibilità di raggiungere questo obiettivo era ostacolata dalla Russia, che occupava la Manciuria e mirava alla conquista della Corea.

Nonostante l’Impero russo fosse un avversario molto temibile, l’8 novembre 1904 le forze giapponesi attaccarono quelle russe in Manciuria, sconfiggendole sia sulla terraferma che sul mare, con la battaglia navale di Tsushima.

La guerra si concluse con la pace firmata a Portsmouth, con la mediazione degli Usa. Si stabilì il riconoscimento dei “diritti permanenti” del Giappone in Corea, l’acquisizione di metà dell’isola di Sakhalin e soprattutto dei diritti russi in Manciuria. Nel 1910, con una dura repressione delle resistenze interne, i giapponesi procedettero all’annessione della Corea.

23 Dicembre 1986- Andrej Sakharov ritorna in Russia

5ab801e024Andrej Dmitrievič Sakharov, fisico russo, premio nobel per la pace nel 1957, sostenne la manifestazione contro l’entrata delle truppe sovietiche in Afghanistan, per tal motivo venne arrestato nel 1980 e confinato a Nižnij Novgorod. Dopo sei anni il 23 Dicembre 1986 ritorna in Russia per concessione di Mikhail Gorbaciov. A partire dal 1985 il gorbaciovismo è nella fase di declino e questo evento ne rappresenta l’emblema. Lo stesso Sakharov era sostenitore di un comunismo più moderato con più spazio per  il pluralismo. La scena internazionale infatti, come dimostrano i successivi sviluppi, si stava preparando per una nuova era.

8 Dicembre 1991- Sorge la Comunità di Stati Indipendenti (CSI)

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Subito dopo lo smembramento dell’Unione Sovietica, al nuovo Presidente della Repubblica Russa Boris Yeltsin spettava il compito di ricostruire uno stato immenso ma ridotto sul lastrico.

Dal punto di vista internazionale, ciò che più premeva alla presidenza russa in quella fase era la ricostruzione di un sistema di relazioni con gli ex paesi socialisti mirante al recupero di una dimensione globale da parte della Russia nello scacchiere globale.

Nell’incontro tenutosi l‘8 Dicembre 1991 in una riserva naturale bielorussa al confine con la Polonia, Yeltsin insieme alla controparte bielorussa (che era ancora il capo del soviet supremo) ed al Presidente ucraino, raggiunsero  un accordo che prevedeva la creazione di una sorta di unione delle tre repubbliche, primo concepimento della Comunità di Stati Indipendenti  (CSI) che venne ufficialmente creata qualche giorno dopo con gli accordi di Alma Ata del 21 Dicembre 1991.

Rispetto all’idea iniziale di una struttura a tre la CSI venne allargata ad altre
otto ex Repubbliche socialiste ( Kazakistan  Armenia, Azerbajdzan, Moldavia, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan.

La Comunità non era una confederazioni di stati con eguale importanza. Un ruolo predominante l’avrebbe esercitato la Repubblica russa, forte anche del ruolo di successore dell’Unione Sovietica in seno al consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.