18 dicembre 1935 – Fascismo, la Giornata della fede

Giornata della fede.Come conseguenza delle sanzioni della Società delle Nazioni all’Italia per l’invasione dell’Abissinia, Mussolini decise di indire il programma Oro per la Patria, nell’ambito del quale il 18 dicembre 1935 si svolse la Giornata della fede. L’iniziativa ebbe molto successo, ma soprattutto rafforzò il consenso intorno al regime, sviluppando un sentimento di rivalsa per le ingiuste sanzioni. Nella sola Roma furono raccolte più di 250.000 anelli, mentre a Milano furono circa 180.000.

Le sanzione resero la guerra popolare in Italia, ma non riuscirono a fermare i combattimenti in Etiopia.

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15 Novembre 1920 – Prima assemblea della Società delle Nazioni

Il 15 Novembre 1920 a Ginevra si tenne la prima Assemblea Generale della Società delle Nazioni.

La società delle Nazioni rappresentò il primo tentativo di istituire un’organizzazione internazionale “completa”  che non rappresentasse i meri interessi degli stati partecipanti ma che, al contrario, costituisse un foro internazionale di cooperazione dove gli scontri  ed i dissidi tra le nazioni potessero trovare una composizione ordinata  e pacifica.

Frutto della volontà del Presidente americano Woodrow Wilson (che riuscì ad imporre la sua idea di inserire lo Statuto della Società nei trattati di pace stipulati nel corso della Conferenza di Versailles alla fine del primo conflitto mondiale), la Società delle Nazioni, tuttavia, cominciava la sua attività affrontando consistenti difficoltà. Il Senato statunitense infatti non ratificò l’ingresso degli Stati Uniti nella Società che nasceva, pertanto, senza la partecipazione dell’unica potenza mondiale in grado di assicurarne un più efficace funzionamento. Affidata alla corrente degli interessi nazionali la Società delle Nazioni divenne, ben presto, il teatro delle recriminazioni e delle accuse tra gli Stati partecipanti.

Va tuttavia evidenziato come la Società delle Nazioni, seppur con tutti i limiti emersi, rappresentò una prima  e imprescindibile tappa nella costruzione, ancora in corso, di un sistema di organizzazione internazionale in cui la sovranità statale rappresentasse anche un dovere e non solo un diritto per gli Stati. Un faro luminoso per tutti gli internazionalisti  сhe si scontrò con il nazionalismo cieco  che avrebbe da lì a poco conquistato l’Europa intera.

10 ottobre 1935 – Sanzioni all’Italia per l’occupazione dell’Abissinia

Il 10 ottobre 1935 la Società delle Nazioni sanzionò l’Italia per l’invasione dell’Abissinia (oggi Egitto) iniziata sette giorni prima. L’attacco di uno stato membro delle Società delle Nazioni a un altro violava l’articolo XVI dello statuto che lo rendeva, di fatto, un attacco a tutti gli altri paesi membri. A questo proposito, era prevista l’interruzione immediata degli scambi commerciali con l’aggressore.

Tuttavia, Mussolini era memore della debole reazione da parte della Società delle Nazioni nei confronti del Giappone durante l’invasione della Manciuria, nel 1931. Infatti, le sanzione ebbero un effetto blando sull’economia nazionale: molti stati non le rispettarono e non riguardavano materie di vitale importanza, primo fra tutti il petrolio.

Dal punto di vista delle relazioni internazionali, questo episodio rappresentò un ulteriore segno di inefficacia della Società delle Nazioni.

Per quanto riguarda la politica interna italiana, il fascismo approfittò delle sanzione per alimentare la sua propaganda. Nel novembre successivo ebbe inizio la campagna “Oro alla Patria”, di cui faceva parte la “Giornata della Fede”, durante la quale gli italiani erano invitati a donare alla causa della guerra le proprie fedi nuziali.

Insomma, le sanzione resero la guerra popolare in Italia, ma non riuscirono a fermare i combattimenti in Etiopia.

Documenti e link interessanti.

Le sanzioni all’Italia, il Sole 24 ore.

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2 Ottobre 1924 – Approvazione del Protocollo di Ginevra

Arbitrato, sicurezza, disarmo: questi i tre termini del Protocollo di Ginevra a cui il Primo Ministro francese Edouard Herriot intendeva legare il futuro delle relazioni internazionali.

Nato dal confronto tra lo stesso Herriot ed il Primo Ministro britannico, il laburista Ramsay Mac Donald, il Protocollo venne discusso nel settembre 1923 all’interno della Società delle Nazioni per iniziativa del céco Benes e del greco Politis ed infine approvato dall’Assemblea.

Il Protocollo prevedeva, nello specifica, l’uso del concordato obbligatorio, sotto controllo della Società delle Nazioni, per la risoluzione delle controversie tra Stati. Il funzionamento di un tale meccanismo avrebbe permesso di garantire la sicurezza e, per tal via, favorire il processo di disarmo imposto dal Covenant.

Fosse stato ratificato dagli Stati, il Protocollo avrebbe indubbiamente rappresentato un passo di notevole importanza nella costruzione di un sistema di stabilità collettiva credibile. Venne tuttavia ben presto travolto dalla debolezza interna dei suoi promotori e dalle crescenti divergenze internazionali in tema di sicurezza.