14 Marzo 1848 – Papa Pio IX emana la Costituzione Vaticana

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Il 1848 vide l’esplosione di una serie di moti insurrezionali che colpirono l’Europa intera. Anche lo Stato Pontificio fu percorso da tale processo.  Fin dal 1846 l’elezione al pontificato di Papa Pio IX e le timide riforme da lui introdotte avevano suscitato le speranza dei liberali italiani.

Il 14 Marzo 1848 nella basilica romana di Santa Maria Maggiore papa Pio IX emanò lo statuto “Nelle istituzioni”  che concedeva un diritto di rappresentanza ai sudditi e conteneva lo “Statuto fondamentale pel Governo temporale degli Stati di Santa Chiesa.”

L’azione riformatrice tentava dal pontefice non ebbe, tuttavia, successo. Dopo l’uccisione del suo primo ministro, il Conte Rossi, Pio IX si rifugiò a Gaeta sotto protezione napoletana e Roma cadde nelle mani degli elementi più radicali della rivolta che nel Febbraio successivo proclamarono la Repubblica romana retta da un triumvirato di cui faceva parte, tra gli altri, Giuseppe Mazzini.

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11 Febbraio 1929 – Firma dei Patti Lateranensi

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Dall’Unità d’Italia il rapporto tra lo stato italiano e la santa sede era rimasto complesso e teso. L’azione militare italiana contro Roma del 1870 fece ulteriormente salire la tensione. Papa Pio IX in quell’occasione si rifiutò di riconoscere il Regno d’Italia e si ritirò nei palazzi apostolici dichiarandosi “prigioniero dello stato italiano”.

Dal 1871 i rapporti tra Stato e Santa Sede vennero allora disciplinati unilateralmente dallo stato italiano attraverso la “legge delle guarentigie“.

Appena instauratosi il regime fascista, Mussolini si persuase che la stabilità del proprio potere passava anche attraverso una normalizzazione dei rapporti con la Sante Sede. Dopo negoziati segreti durati diversi anni, l’11 Febbraio 1929 presso San Giovanni in Laterano il Segretario di Stato Cardinale Pietro Gasparri e Benito Mussolini firmarono gli accordi di mutuo riconoscimento tra Stato Italiano e Santa Sede.

I patti lateranensi prevedevano, tra l’altro, il riconoscimento del carattere cattolico dello stato italiano, l’istituzione dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole ed una convenzione finanziaria per regolare le questioni sorte dopo l’Unità d’Italia.

Riconosciuti nella nuova Costituzione della Repubblica, i Patti lateranensi vennero poi rivisti nel 1984.

13 dicembre 1545 – Inizia il Concilio di Trento

Concilio di TrentoLa Riforma protestante portata avanti da Martin Lutero con le sue 95 tesi e la diffusione della dottrina calvinista costrinse la Chiesa cattolica romana ad agire per contrastare queste nuove idee. Lo fece con il Concilio ecumenico di Trento, che fu aperto il 13 dicembre 1545 e chiuso, dopo diverse interruzioni, nel 1563. Il Concilio fu celebrato decenni dopo le richieste dello steso Lutero, proprio perché non si voleva dare l’impressione di accondiscendere alle questioni portate avanti dal monaco e dalla sua Riforma. Fu Paolo III a decidersi definitivamente per la convocazione dell’alto organismo ecclesiastico.

Il XIX Concilio, articolato in tre sessioni, ebbe un importante impatto sulla dottrina della Chiesa, deliberando una riforma generale del corpo ecclesiastico e ridefinendo i dogmi, decisioni che saranno valide fino al Concilio Vaticano II. Durante la prima sessione si decise che la Sacra Scrittura doveva essere interpretata in accordo con la Tradizione dei padri della Chiesa, in netto rifiuto del concetto luterano di “sola Bibbia”. La seconda sessione, presieduta da papa Giulio III, si focalizzò soprattutto sui sacramenti. Nella terza e ultima sessione si elaborò la famosa professione di fede tridentina, mentre non fu discussa l’obiezione principale dei protestanti, cioè il ruolo del papato nella Chiesa. Le decisioni maturate dal Concilio diedero vita alla Controriforma.

11 ottobre 1962 – Si apre il Concilio Vaticano II

concilio-vaticano-iiL’11 ottobre 1962, per volere di papa Giovanni XXIII, si apre a Roma il Concilio ecumenico Vaticano II che si concluse nel 1965 con Paolo VI. L’obiettivo principale del Concilio, come espresso nel discorso di apertura di papa Giovanni, era quello di esporre “secondo quanto è richiesto dai nostri tempi” la dottrina della Chiesa, che rimaneva comunque  “certa e immutabile”.

Il concilio richiamò a Roma da tutto il mondo 2500 tra cardinali, patriarchi e vescovi cattolici.

La novità più importante e palese per i fedeli fu sicuramente la messa celebrata di fronte all’assemblea e non più al contrario. Inoltre, il Concilio affidò un ruolo più attivo  ai laici, ristabilendo nuovamente la centralità della Bibbia, mentre maggiore attenzione doveva essere data alle istanze provenienti dal mondo e da tutti gli “uomini di buona volontà”.

Inevitabilmente il Concilio lasciò perplessa parte del mondo cattolico, che comunque si rivelò essere una minoranza.

Documenti e link interessanti.

Discorso di apertura del Concilio Vaticano II, Giovanni XXIII, vatican.va.

Documenti del Concilio Vaticano II, vatican.va.

Il Concilio Vaticano II, puntata del 4/10/2012, La grande storia, Rai.

Contributi multimediali.